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un verbo coniugato da un giocatore di biliardo
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Quindi possono risultare grosse o stile delle seconde, delle candele sterzate e via dicendo (si rimanda alle rispettive voci). Il biliardo è uno sport dove conta la testa e quando la calma la si perde si fa la figura degli sclerotici, come ridere. "Antidisturbios", presentata in anteprima al Torino Film Festival, è la nuova serie di Rodrigo Sorogoyen, considerato uno dei più talentuosi registi spagnoli della nuova generazione. La folla comporta punti bevuti (ricordiamo che nella goriziana, come nel biliardo normale, i punti bevuti non si scalano ai propri, ma si regalano all’avversario, felice)…, Il trascorrere del tempo, si sa, ammanta tutte le cose di quell’aura mitica che le rende “indimenticabili”, “uniche”, “irripetibili”. e venga dentro a spararvi, vi assicuro che, mentre il vostro avversario “va fuori”, voi siete “morti”. CICCO, CICCOTTO, CRICCO – L’introduzione, a metà degli anni ’90 del secolo scorso, dei biliardi con le buche (a quel tempo detti anche “internazionali”) rappresentò la vera, storica rivoluzione nella storia del biliardo. FARE I BIRILLI, SBIRILLARE – Atto, al contrario, del bocciare con profitto e con merito (poche sono le sensazioni più belle di quando si è fatto dieci e si va a “mettere su i birilli”). In C, nel 90% dei casi è l’elemento meno giovane della coppia (fu così anche per il mio primo puntatore, Pirìn!). A prescindere dal contesto agonistico, quindi, una partita di biliardo la si può giocare in singolo o in coppia. Cosa vedo? Eseguita la bocciata, si inizia ad andare a punto (o a tirare, se la partita è compromessa, o si ha fretta di andare a casa perché è tardi e la partita non conta più un ca...…) Nel caso in cui i punti realizzati o bevuti portano alla conclusione della partita, ci si dà la mano, cosa sportiva ma antigienica per eccellenza (e come potrebbe essere da meno, dato che la cosa più pulita che tutti toccano sono le palle…non parliamo poi degli asciugamani, lerci per eccellenza). Trattasi del colpo più semplice che esista, ottenuto partendo da un punto, facendo sbattere la palla sulla sponda alta e facendola ritornare da dove è partita, senza sterzate (vedi “candela sterzata”) o altri trucchi. Stefano De Martino a Mara Venier: “Quella delle donne è una religione che non professo più”. Dirsi è facile, farlo meno…, VENDERE, VENDERE IL PUNTO – Il biliardo non è uno sport con fini di lucro. Verificato che si è fatto otto, è buona norma prendere per il culo l’avversario ribadendo ad alta voce il concetto: “Otto”. “Al Palazzetto” si disputano una miriade di gare: la fase finale del campionato romagnolo (fino a qualche anno fa solo provinciale, oggi allargato), cui partecipano le migliori di ogni girone di campionato, con tabellone ad eliminazione diretta; le finali di tutti i campionati provinciali (dal singolo alla squadra); tutti i “romagnoli”, dal primo turno fino alla finale; gli eventuali spareggi per le medaglie; alcune altre gare importanti, variabili da anno ad anno: un qualche “italiano”, ad esempio, oppure una di quelle gare assurde che sono state inventate da poco, sempre per spettacolarizzare l’evento (mi vengono in mente le gare a “biathlon”, che penso sia una roba tipo una partita a goriziana + una normale; le gare “lui e lei”, tentativi di dare visibilità al  biliardo al femminile). Ma è parlandoci, con un campione, che si avverte con chi si ha a che fare: un vero fenomeno non lo è solo sul biliardo, ma anche prima e dopo la partita e i più casalinghi. Non così raro per i bocciatori classici di braccio (che temono assai di più la bicicletta) il rimpallo è l’arma a doppio taglio dei “ciccottari d’acqua dòulza” di serie C: i quali, mi ripeto ma è cosa matematica, finché la partita è a metà via fanno i fenomeni e poi, con la mano che trema e suda, ne combinano di tutti i colori…. STRONZI DA BILIARDO, SCORRETTI – Si è già detto in apertura che il biliardo è, in teoria, uno sport per signori. Un venti è un filotto più un altro birillino, sempre di seconda. Su, fuori l’onestà!) GIOCATORE A TUTTO BRACCIO - Va aperta una piccola parentesi per questi nostalgici del bel gioco, razza in via di estinzione, reperto fossile del vecchio biliardo con le buche giocato nei dopolavori delle stazioni. So quanto conto per te, quanto ti manco, quanto hai bisogno di me. Come coniugare il verbo GIOCARE con le sue declinazioni. L’importante è passarci per la porta principale (vedi “filotto”) e non da quelle laterali…, BERE –  Vizio supremo del giocatore di biliardo! In una coppia con un po’ di verso, dovrebbe essere quello che decide la tattica di gioco, dove mettere le proprie palle, quali soluzioni adottare. Che gli strapazzoni, con le partite più corte e sghetti redditizi sempre pronti in canna, da cento che erano sono diventati mille…Â. Sì, magari prima si tenta un calcio o di alzarsi una palla, ma quando si vede che “tirare” non è il nostro sport, è bene accontentarsi ed affermare: “Prendo su uno” oppure semplicemente “uno” oppure “una palla” oppure “come lo vedi, te? Il giocatore di biliardo raccolse il suo spunto per preparare per iniziare la partita a 8-ball. Liberare un compagno di squadra dal controllo d'un giocatore avversario. “Avém pérs partìda!” dice un giocatore al suo compagno per ribadire il suo dissenso al tipo di giocata testé effettuata dal colpevole. Più seriamente, il termine va accostato al tipo di gioco a tutto braccio; il contrario del “punto e battuta” per intenderci. Un verbo per il giocatore di pallavolo. o che sia “lento ammazzato” (di quelli che per andare a punto bisogna spingere da matti, rischiando sempre di “star corti” o di “non arrivare”?). Continuo ad insistere: vedi “palle”) ad un pallino; e, in aggiunta (ma che aggiunta!) Poi si è passati a quelli che erano allora chiamati “biliardi internazionali”, e le buche sono state murate! Chi vince tutte e tre le partite, si dice che “è passato”. E la mitica BOCCIATA DI SFACCIO (data partendo da una posizione la cui perpendicolare è più vicina al castello di quella della palla/pallino che si colpisce), con pallini attaccati al castello, era diffusissima. ?” “No, stringi al punto!” è lo scambio di battute tra due compagni che vedono la data in maniera diversa), ma non è detto che i risultati siano così buoni…. Anche se la porzione di palla o pallino colpita è molto scarsa, si può parlare di palla liscia. Si tratta delle quattro sfere che ha a disposizione un unico giocatore (se trattasi di partita a “singolo”) oppure una coppia di giocatori (nel caso di partita “a coppie”) durante una “mano”. E che, se questo vale per il biliardo di alto lignaggio (Eccellenza, Masters, Serie A), vale molto meno sui “campetti di periferia” della serie C. Due o tre dita tengono la palla e la fanno frullare (qualcuno dice anche “la do di frullo”) verso una meta che, dopo tre o quattro sponde, dovrebbe essere nei pressi del pallino. Fare un seghetto può capitare, ma è buona educazione scusarsi con l’avversario, anche solo con un cenno. Ogni gara ha un suo tipo di scudetto, variamente colorato: dal campione italiano, che indossa il mitico tricolore (il talentuoso Battista Zanotti del Gabs Settecrociari ne tiene una copia a casa), al campione cesenate (bianco e nero, ne dispongo di una copia, vinta senza giocare…), dal campione regionale (bianco col simbolo della regione in verde) a quello romagnolo (chi si ricorda come è fatto?? DARE I DUE, DARE I QUATTRO, DARE IL FILOTTO, ECC. La prima puntata del nuovo show Rai con Antonella Clerici aveva previsto la partecipazione di Elettra Lamborghini, per un momento di twerking con la concorrente Viviana Stucchi. Non hanno ancora inventato, infatti, un guantino per tenere ferma la mano in tremolante attesa di bocciare…. ), due palle a testa per giocatore. La bicicletta rientra nella categoria delle schifezze che possono venir fuori da una mano poco abile, e si verifica allorché si colpisce - di solito in bocciata di braccio - una porzione scarsa di pallino (vedi anche “scagliare”) in modo da farlo girare per il biliardo a formare delle specie di… cerchi (ehm, qui fuori la fantasia, per cortesia!) Nel primo caso le palle si “danno” con le mani, nel secondo si colpiscono con la stecca (a questo punto, è assolutamente obbligatorio per chi legge andarsi a togliere ogni dubbio sullo stato mentale di chi scrive: vi prego, andate sotto a controllare cosa sono le “palle”...) Nel frattempo, scordatevi la stecca e tutte le sue innumerevoli, borghesucce specialità: qui si parla del vecchio, proletario, povero, difficilissimo biliardo a boccette! E con essa i punti doppi per i tiri indiretti. Lo ha comunicato l’opinionista in diretta al Grande Fratello Vip durante la ventunesima puntata. Se c’è il calcio, si dà il calcio (di braccio o di striscio). Torna a suonare il piano dopo vent'anni grazie ai guanti bionici, Le principesse Disney trasformate in donne moderne, Tu Sì Que Vales, Alessandro batterista a 5 anni conquista la giuria: "Io suono heavy metal". Solo con una piccolissima differenza: che se uno non è capace di andare a punto o se l’è momentaneamente scordato (ci sono, quelle serate che “non se ne dà una”), si può anche scordare di bocciare. In C è meglio seguire il celebre detto trapattoniano sul gatto e sul sacco, anche quando gli mancano solo due punti. Se il punto è largo, niente vieta di tentare l’accosto per mettere altre palle a punto o tentare di bollare; ma se il punto è stretto… Eh, in questi casi si arma il braccio e pum! ANDAR FUORI - Quando il nostro avversario “va fuori” non ha né bisogno di andare al bagno e neppure ha ricevuto una telefonata minatoria dalla moglie, incazzata che c’è la bambina che ha la febbre e suo marito è lì a tirare delle palle su un tavolo... Magari! E’ chiaro che da questa base si passa, a seconda dei casi, ad espressioni del tipo “dare una gran palla” oppure “dare una pallaccia” oppure alla più equivoca “dare una palla del ca...”. Ecco, adesso se qualcuno ha capito che cosa cacchio ho scritto in queste due ultime voci, mi chiami pure, perché io non ci ho capito una mazza, anzi una stecca! E non è detto che le due disgrazie si escludano, anzi… Dicesi scajare o scagliare (un po’ più fighetto) quando si colpisce una scarsissima porzione di pallino, in modo che questo inizia a girare per i cavoli propri, facendo di tutto fuorché dirigersi perpendicolarmente verso il castello. Ad esempio, una bocciata in apparenza a vuoto, che magari si raddrizza alla fine e fa cadere un birillo, si dice che “dà i due”; un calcio di seconda che meritava due birilli e invece butta giù il filotto si dice che “ha dato il filotto”. PALLINO (2) - Curiosità. Spesso bistrattata, andrebbe usata più spesso perché, come la palla a effetto, “fa sempre gioco”. Tutto di braccio, dunque. di questo video contattare licensing@ciaopeople.com, Titolo video Ma l’uso è limitato al momento in cui si “va fuori” e, ancora più precisamente, si attaglia meglio ad un finale di partita imprevisto, quello da grande recupero o da colpo da ladrone: “tè fat partìda…” dice uno cui un avversario con passamontagna ha appena scippato la partita con uno sghetto da professionista. Di striscio si danno il 100% dei punti nel gioco alto, il 100% degli acchiti, il 90% dei punti ad una o due sponde, il 50% dei calci, tutti gli “striscini” (ovviamente) e le “scatoline”. PALLINO – La nona palla, inferiore per dimensioni e diversa nel colore dalle otto che hanno a disposizione i contendenti. Si gioca con partite di andata e ritorno: passa il turno chi vince più partite. Un cicciotto nelle mani di uno scarpone, invece (e in C ci sono tanti fanciulli che dei ciccottari hanno solo il nome…), può essere un boomerang micidiale: rimpalli, biciclette, scagliate e bevute, quando il gioco si fa duro, sono all’ordine del giorno. Gli animali, nel biliardo, di solito compaiono durante le fasi più “violente” del gioco, quelle dove non si va al punto, per intenderci. Storico dirigente e commentatore televisivo dalla dizione proverbialmente perfetta, lo inserisco nell’Amarcord in segno di rispetto e riconoscenza per quello che ha fatto nei tempi difficili delle origini della Fibis. A dire il vero, in C ognuno è conscio che i miracoli sono rari, perciò il significato è quasi ristretto alle bocciate quando servono dal filotto in giù. Chiaro, no? ALZARE UNA PALLA – Giocata interlocutoria che si rende necessaria quando si sbava dalla voglia di tirare un calcio e di palle abbastanza “staccate” dalla sponda alta non ce ne sono. E cosa diciamo, poi, dello SBOCCO? Non per Lui, che mentre sto per bocciare prende su e va a verificare! Tecnicamente, il calcio può essere di striscio o di braccio. CANE, CANE DA PAGLIAIO – Sport maschile per eccellenza, il biliardo non poteva certo tollerare che ci fosse una “cagna” e non ci fosse un “cane”! La prassi vuole che, in presenza di un punto dubbio, chi dei giocatori non sia convinto (dopo essersi sporto e divaricato in vari modi sul biliardo per capirci qualcosa) pronunci la formula magica “possiamo farcene?”, “ce ne puoi fare?”, “puoi darci un’occhiata?” (spesso accompagnando il tutto con un ipocrita “per piacere”) oppure semplicemente “arbitro?” !” è segno che siete molto educati. Sul castello, intanto, i birilli sono vicini: e così chi boccia ha il terrore di fare il mezzo, ossia far passare il pallino (“fare un mezzo col pallino”) o la palla (sfi.. Ah, ribadisco: “vendere” è la cosa da non farsi, mai, perché ci si rimane di merda e 9 volte su 10 l’avversario cui hai venduto il punto, anche il più scarso, ti fa 10 di bocciata…. Ancora meglio per una seconda o un calcio con punti: “Vai!” + nome, “Grande!” + nome, “Braccino!”,  “Talento!” In C è, infine, rarissimo riuscire a strappare l’applauso, mentre in Eccellenza anche la minima cagata viene salutata con applausi a scena aperta. facendo transitare le palle dell’avversario sul castello (non temete! “Fare partita” vuol dire “vincere”, e su questo ci siamo. Ma la cagna in senso stretto sarebbe da considerare una palla data di valore, in special modo all’inizio della mano, che costringerà con ogni probabilità l’avversario ad andare via con due (magari tre) palle. Velocizzare di molto la propria sconfitta… Sì, perché si cominciano a cercare colpi improbabili, traiettorie viste solo nei film, colpi di fortuna che vengono una volta ogni morte di Papa. Che fare ora? Nel gergo, per dare indicazioni al compagno di coppia sul dove far battere la palla, si può dire “vieni in brocca” oppure “batti un po’ prima della brocca”; per giustificare una pallaccia che si è appena data e dare la colpa al biliardo, invece, si può ricorrere all’espressione “eppure l’ho data in brocca”… Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione). Parentesi autocelebrativa. Diversa, anche se sempre bocciata, è la rimessa, che si effettua nel bel mezzo di una data (sia per acchito che per rimessa vi invito a consultare le rispettive voci). In questo esempio, cue riferisce al bastone rastremata che un giocatore piscina utilizza per colpire la stecca. Niente di più falso! È finita tra Antonella Elia e Pietro Delle Piane. Il mezzo è segno di sfi.. massima? Xu Jie evidentemente è un giocatore di biliardo romantico. Grazie a voi la base di definizione può essere arricchita. Oppure, infine, c’è la seconda (data di braccio). Sotto il piano di lavoro della cucina c'è un passaggio "segreto": la scoperta è inquietante, "C'è una sorpresa anche per voi", cani abbandonati scelgono il loro regalo di Natale, Le miss sfilano ma il ponte sospeso si rompe facendole cadere giù, Le telecamere nascoste nel parco catturano uno spettacolo naturale mozzafiato, "Cadavere" di un topo a misura d'uomo ritrovato nelle fogne: poi si scopre di cosa si tratta, Due uomini salvano una tartaruga dalle fauci di uno squalo tigre affamato, Entra nel bar con lo strumento perfetto per consumare la colazione da asporto, Milano, si accende l'albero in piazza Duomo, La ragazza sfida lo youtuber che pesa 240 kg e lo mette KO, È al nono mese di gravidanza, tra poco sarà mamma ma non vuole smettere di ballare, Il ciclista esulta prima del traguardo e cade rovinosamente, All'improvviso un'enorme pinna spunta fuori mentre sono in kayak, Lo trovano legato a una panchina, con un biglietto accanto che racconta una triste storia, Bimbo vuole diventare chirurgo: la mamma dottoressa gli insegna il parto cesareo, usando la plastilina, Il viaggio in macchina di queste amiche si è trasformato in un incubo, Coppia compra uno scuolabus e lo trasforma nella sua casa: il sogno di una vita. Il bello è che, oltre ad allargare il gioco e perciò rendere poi più agevole la bollata, si rischia anche di srubazzare qualche birillo (punti doppi, ovviamente). Si ricollega alla voce precedente “avere palle di vantaggio”: se il nostro avversario, infatti, oltre ad avere la palla di svantaggio, continua a non bollare (e quindi “va via con due, tre palle”), ci lascia a fine data con il punto già nostro e due o tre palle (appunto) ancora da giocare. Ma attenzione: lo sghettaro non va incentivato! Tuttavia, nonostante si tratti di rarità, anche la divisa del biliardo ammette alcune furberie. Ma mezzo è anche quando si passa con la propria palla in un punto tra varie palle che a riprovare mille volte ci si impallerà sempre! Un sinonimo, avente nel biliardo un’altra miriade di significati, è “dare” (per intenderci, e per capire subito che aria si respira sui campi di serie C, frasi come “questo biliardaccio non stringe un ca...” e “questo biliardo del ca... non dà una mazza” hanno, più o meno, lo stesso significato…). BIANCHE, ROSSE – Il patriottismo, nel biliardo a boccette, è un concetto di poco valore. In poche parole: che ca... si tira a fare, lo striscino?? BOCCIARE, BOCCIATA PER ANDAR FUORI – Ipotetico (in C, molto ipotetico…) ultimo colpo della partita. La scena è stata però tagliata: c'entrano le polemiche sul tutorial sessista di Detto Fatto o si è trattato di una semplice misura per abbreviare la puntata e chiudere entro mezzanotte? “Punto e battuta” è anche una strategia per “tirar su” le partite che sono ormai perse; ma molti, moltissimi di più sono coloro che, presi dal panico, iniziano a tirare: e io, amici, ne ho viste ben poche di partite che vengono raddrizzate tirando come dei matti…, AVERE LA PALLA DI VANTAGGIO, DI SVANTAGGIO – Equivoca, basilare espressione di strategia applicata al biliardo. Sa sfruttarla il giocatore di biliardo. Niente di tutto ciò! RITORNO, TORNARE – Neologismo ossia parola senza senso “ai tempi dell’Arci”, ha oggi la sua grossa importanza! FILOTTO – Il vero, primario obiettivo di chi boccia. Il performer 28enne Chef Boy Bonez ha calcato il palco di Tu sì que vales nella puntata andata in onda il 14 novembre. “Biliardo” è, poi, anche il nome del campo dove si gioca questo sport, costituito da un tavolo di materiale legnoso con un ripiano avente un’anima in lavagna, ripiano ricoperto da panno verde dalle varie caratteristiche; alcune tecniche (“biliardo che stringe”, “biliardo che non stringe”, “biliardo che pende”, “biliardo veloce”, “biliardo lento”, “scaffa”, “vasca”, “biliardo del ca...”, …), altre di aspetto esterno (biliardo con panno pulito, biliardo con panno sporco, con panno macchiato, con panno unto, con panno pieno di capelli, …), BILIARDI NUOVI, BILIARDI INTERNAZIONALI, BILIARDI SENZA BUCHE – Il fosso tra il passato e il presente, nel biliardo, fu scavato nel 1994 o giù di lì. Gli altri? Per qualsiasi utilizzo in qualunque piattaforma (a titolo esemplificativo: televisione, web, evento ecc.) Un seghetto è quello che ci vuole per fare incazzare l’avversario: farlo e poi far finta di niente ottiene effetti letali. È una frase tipica della partita in corso di svolgimento, più precisamente verso il suo epilogo, e ancora più precisamente quando si perde per una maronata da suicidio. Punteggi. Biliardo, dunque, è lo sport delle biglie o bilie (vedi “palle”), consistente nel tentativo di fare più punti dell’avversario durante un partita giocata, appunto, con le palle. Ecco, questo non c’entra un bel niente con l’essere grassi durante una partita. Padre del termine è Benini Claudio del Gabs Settecrociari, che apostrofò in questo modo il giovane Alessandro Severi, dello stesso bar. Il risultato? DARSI LA MANO ED EDUCAZIONE NEL BILIARDO – Il biliardo è uno sport educato. È frequente che il proprio compagno di coppia ci chieda di “attaccare (la palla o il pallino) a sponda”. Mazza, Faccani, Sorrentino, Ravaglia, Maldini: a chi non è mai capitato di pronunciare uno di questi, storici cognomi! Ma se Madre Natura li ha dotati anche di un po’ di talento, è uno spettacolo guardarli, questi giocatori che più “classici” non si può: il gioco arioso è il loro pane, e spesso non disdegnano le palle a effetto. Loris De Cesari direbbe “curano l’accosto”) e poi tentano di fare i birilli di bocciata (Loris direbbe “realizzare di acchito”). Di braccio bocciano i giocatori detti “classici”, ossia quasi tutti i giocatori di C sopra i trent’anni (tutti gli over 60), più alcuni fenomeni di A e B; più la categoria cala, più il controllo del colpo è scarso e il rischio di bere è esso stesso un classico! Sono alto 1 metro e 90 (fantasia), e nel mettere il pallino capita un paio di volte che passi millimetricamente con il pallino l’apposita linea. Ideale per giocatori a tutto braccio (i colpi di striscio sono permessi ma visti di cattivo occhio dai puristi, il cricco perfino peggio…), non prevede l’andare a punto, bensì una serie di tiri alternati tra i due giocatori, tutti aventi lo scopo di mandare il pallino sul castello e realizzare punti. che poi noi o il nostro puntatore possono riempire (profittatore!) Attitudine che porta una palla a riuscire “stretta”, appunto. Quando il nostro avversario sta per dare una palla al punto elementare, è buona norma concedergli quanti punti vuole senza che stia a dare la palla (“due?”, “tre palle?”, “otto”, …) PERDERE PARTITA – Non si sa per quale strano arcano dantesco, nel gergo del biliardo non si “perde LA partita”, ma si “perde partita”! PUNTO E BATTUTA – Oh, entriamo finalmente nel campo delle strategie del biliardo! Obiettivo: evitare i colpi indiretti. E poi gli arbitri, parte insostituibile delle gare e delle finali (quando li vedi, tutti in tiro, schierati tra i biliardi). STRAMBUGLIONE – Simpatica, rara espressione stante ad indicare sia un colpo alla “viva il parroco” (parente stretto del seghetto) sia una bocciata scajata con conseguente bicicletta; “bocciata a più passate”, diciamo... BICICLETTA – Eh, sì, anche il biliardo ha la sua bicicletta… Ma niente a che fare col più classico e sano dei mezzi di trasporto, anzi! Solo una cosa tutti i mezzi hanno in comune: i commenti da educanda che si scatenano tra gli spettatori! Se manca la velocità, però, il pallino non torna, e va dritto: ed è quello che succedeva nei biliardi con le buche: pensate, oggi una bocciata del genere va vicina all’essere considerata un seghetto… Un vero seghetto, invece, si ha quando un pallino bocciato di ciccotto (altro privilegio dei ciccottari), pur colpito non “da birilli”, prende ugualmente la traiettoria dritta per il castello (difficile da spiegare, si dice comunque che i punti sono venuti “all’arrovescio”). Ma esistono palle che si ribellano a chi le ha date, e…saltellano per il biliardo! *** In ogni frase c’è un verbo. Una bicicletta come si deve porta alla bevuta e al conseguente torpiloquio. Le risposte per i cruciverba che iniziano con le lettere C, CO. Nella coppia si distinguono puntatore e bocciatore (vedi), ma i compiti sono intercambiabili. Un … Gli arbitri, veri o finti che siano, guardano, alcuni dicono la loro, poi misurano ed emettono la sentenza. La grammatica della lingua sanscrita possiede un complesso sistema verbale, un sistema di declinazione dei sostantivi e aggettivi e conosce inoltre un ampio utilizzo di sostantivi composti. PRENDERE MEZZA, PRENDERE PIENA - Termini tecnici e antitetici, indicanti la porzione di palla (o pallino) che si colpisce con la propria biglia. Io, già coi maroni girati male, provo i miei quattro minuti e, senza che nessuno mi dica niente, lascio libero il biliardo al mio avversario, allo Scorretto. Senza scendere troppo nei particolari, diciamo che tatticamente giocare da singolo e in coppia cambia: chi è nato per fare il singolo, infatti, dovrebbe essere teoricamente più dotato di chi gioca in coppia, dovrebbe saper dare un po’ tutti i tipi di palla, dovrebbe rischiare di più e puntare ai punti di seconda. Sapete qual è il problema? E, sai, se ti va, puoi sempre fare un salto e giocare un po'a biliardo a ora di pranzo. Spauracchio per molto giocatori vecchio stile (specialmente per quelli a tutto braccio) il gioco alto è invece un ottimo modo per guadagnare palle di vantaggio oppure recuperare quella che eventualmente si è persa. Non si urla al gol, dunque, non si esulta ad ogni canestro, ma si incitano i propri compagni (questo capita anche in Eccellenza, ma con più pudore). Un lecco può essere quello che salva una pallaccia, quella che fa diventare una palla buona un capolavoro, quello che rovina tutto. In realtà, leccare vorrebbe dire nient’altro che colpire palla o pallino con una minima porzione della biglia battente. Finestra di approfondimento Tipi di lancio - L’atto di effettuare un lancio è espresso da numerosi termini, secondo le modalità, la traiettoria e lo scopo del lancio stesso. Per uno come chi sta scrivendo, ad esempio, “passare dal castello” anche due volte in una partita è buono. Anche i vincitori della Coppa Fibis (le cui finali si disputano al Palazzetto) hanno diritto a fregiarsi dello scudetto. Se si è morti a un pelo dal traguardo, si dice che si è “morti grassi”; se il traguardo era a uno o due punti, si può anche dire di essere “morti grassissimi”. “Le donne gli vanno appresso” è stato il commento di Biagio Izzo che ha provocato la smentita divertita del conduttore: “In realtà, quella delle donne è una religione che non professo più”. Un significato affine, ma sottilmente diverso, hanno le espressioni sorelle di “palla stila” e “palla grossa”. Â. ALLARGARE IL GIOCO, SLARGARE – Colpo che molti puristi ritengono da strapazzone, e infatti molto raro nelle categorie superiori, consistente nel colpire con forza (scagliando un sasso, una seppia o similari) un gruppo di palle che costituiscono un “punto stretto” (in coppia, uno dice all’altro: “Cazi una bota, va là!”).

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