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Per sbarazzarsi,  in maniera definitiva, di quella massa sempre più numerosa di meridionali che da anni, ormai, marcivano nei loro campi di prigionia tentarono addirittura di ottenere dal governo portoghese la concessione di un’isola disabitata nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico dove “depositare” i prigionieri napoletani, togliendoseli, così, definitivamente di torno. Molte persone a corte vedendo Carolina e la sua classe erano almeno inizialmente convinti che la nuova sovrana potesse essere  in grado di cambiare il Re ma altri erano invece convinti del contrario e cioè che Ferdinando con il tempo fosse in grado addirittura di guastare la Regina. La resa dell’isola fu firmata a Palermo su una nave di bandiera britannica ( ??) Ma adesso vi starete domandando certamente come questa storia possa interessare Napoli ed il suo regno …… Fu accompagnato a Napoli e invitato a partire per la sua Caprera. Ma Maria de las Mercedes non assunse il trono. Per contenere il forte problema dei poveri ( in città erano 25.000)  sulla forte spinta esercitata da padre Rocco, fece costruire il mastodontico Albergo dei poveri, affidandone l’incarico a Ferdinando Fuga. Dalla moglie ha avuto sei figli: Figlio di Alfonso, conte di Caserta e di Maria Antonietta di Borbone. Il fratello di Napoleone, Giuseppe Bonaparte , si mise allora  in marcia con un potente esercito per occupare il Regno di Napoli. Il 24 giugno, giunse la flotta di Nelson, il quale a questo punto prese nelle sue mani la situazione e non rispettò le onorevoli condizioni della resa garantite da Ruffo, cioè ” salva la vita a tutti “. Tutto questo a dimostrazione che la repubblica napoletana non fu figlia di quella francese, anzi possiamo dire che essa sorse contro la volontà del governo francese. Alle azioni talvolta anche violente delle numerose bande di Crocco, Ninco Nanco, Tortora, Schiavone, il nuovo governo rispose con una energica, feroce e sanguinosa azione di repressione guidata dal generale Cialdini che durò fino al 1865 e vide la soppressione per fucilazione o per combattimento di migliaia di ” cosiddetti Briganti ” . Il commercio ebbe un momento di grande sviluppo grazie alla riduzione di tasse e allo sviluppo di nuove strade: aumentarono i negozi, le tipografie e gli artigiani. Garibaldi andava fermato ed era necessario agire per non farne accrescere ulteriormente la fama perchè altrimenti si correva il rischio che l’Italia non sarebbe stata di Vittorio Emanuele ma di Garibaldi. Venivano arruolati con il facile soldo centinaia di nuovi combattenti, molti dei quali passavano in cambio di raddoppiato stipendio dall’esercito borbonico a quello sabaudo, basti pensare che un’armata di appena 1.085 uomini  sbarcata a Marsala, in  Sicilia, in breve tempo ( un mese )  era divenuta di 43 mila uomini. Nonostante sia stato un sovrano di Spagna egli discendeva da una celebre dinastia monarchica francese. Il popolo  in particolare il basso ceto basso lo amava mentre non si puo’ dire lo stesso per la borghesia  e gli intellettuali che lui disprezzava e dispregiativamente chiamava ” pennaioli ”. Dopo aver recitato ogni sera il Rosario con la famiglia si dice che rimaneva poi lungamente inginocchiato a pregare. Il titolo di Capo della Real Casa delle Due Sicilie fu quindi assunto dal fratello minore Ranieri, ma la presunta rinuncia di Carlo Tancredi fu contestata dal figlio Alfonso Maria che rivendicò per sé e per i suoi discendenti il titolo. Suo padre infatti era nientemeno che Luigi il gran Delfino di Francia e  quindi suo nonno era di conseguenza Luigi XIV re di Francia denominato ” Re Sole“. I libri del Filangieri furono addirittura banditi dal Regno. Ferdinando ottenendo condizioni migliori da una società francese, firmò un’intesa con la società Taix-Aycard di Marsiglia per l’estrazione dello zolfo in Sicilia, sottraendo di fatto il monopolio agli inglesi. Borbonico: Relativo alla famiglia francese dei Borboni che regnò sull'Italia meridionale dal 1735 al 1860. La Francia era infatti ostile alla formazione di nuove repubbliche che riteneva fonte continua di guerre  e difatti non  riconobbe mai ufficialmente la repubblica napoletana rifiutandosi sempre di ricevere una loro delegazione. Harold Acton, I Borboni di Napoli (1734 - 1825). In testa al corteo Liborio Romano, Ministro di Polizia ed ora anche ministro degli interni, e Salvatore De Crescenzo, capo della camorra dell’epoca, detto “Tore ‘e Criscienzo”, i cui uomini mantennero l’ordine pubblico. Le acclamazioni erano tutte per Garibaldi e Vittorio Emanuele anche se seccato non lasciò trasparire nulla, contento che quel personaggio tanto famoso gli aveva conquistato un regno. Cinquanta giorni dopo sposa morganaticamente la Principessa di Partanna ( vedova del L’Inghilterra gli remò contro in maniera subdola e il suo  Regno dava sicuramente fastidio al mondo politico europeo che si andava costituendo. Quasi ogni nuova invenzione trovava attuazione, in Italia, per prima a Napoli e poi nel resto del Paese. A fine guerra proponeva inoltre la concessione della Costituzione. Nevio era stato convocato a Torino perchè doveva dare conto della gestione e amministrazione finanziaria dei mille ma il rendiconto non arrivò mai a Torino. Questa volta l’esilio volontario siciliano durerà circa dieci anni che Ferdinando spende tra le sue vecchie passioni: la caccia e la pesca ma anche con la chiacchierata favorita Lucia Migliaccio Principessa di Partanna. L’Inghilterra gridò così ad alta voce al mondo intero il proprio sdegno per le asserite disumane condizioni in cui erano tenuti i detenuti politici e queste notizie trovarono ampie casse di risonanza sui giornali di Torino e negli ambienti ambienti degli oppositori borbonici. Alla fine vennero alle armi e incominciò  una battaglia che finì con la sconfitta di Pepe a Rieti e l’entrata degli austriaci in Napoli. Sbarcarono così a Napoli quasi 20 mila uomini tra russi ed inglesi ai quali si aggiunsero i 40 mila napoletani per marciare poi contro l’esercito francese in Italia. L’eroe dei due mondi  giunse a Salerno a bordo di un treno. ” Nel 1737  in seguito ad un trattato di pace firmato a Vienna, l’Austria riconosceva Carlo di Borbone sovrano del regno di Napoli, ma in cambio Carlo e la madre dovettero cedere all’ Austria i territori di  Parma, Piacenza e Toscana conservando però  il tesoro dei Farnese che potevano portare con se a Napoli. Lo Spinelli, che fin allora aveva goduto del favore del re e del popolo, fu allontanato dalla città. 2) Chiunque darà segno di tollerare o favorire il più piccolo tentativo di reazione sarà fucilato. Questo trasferimento di poteri colpì la Giustizia, la scuola, le poste, la stampa, la corte dei conti, la zecca e tante altre istituzioni. Fu affidato a un consiglio di reggenza composto di otto membri, con il compito di governare finché il giovane re non avesse compiuto sedici anni; ma le decisioni più importanti le avrebbe comunque prese di persona lo stesso Carlo a Madrid, tramite una fitta corrispondenza con il fidato reggente il giurista Bernardo Tanucci. Nel 1757 fu iniziata la costruzione dell’emiciclo al largo Mercatiello ( attuale Piazza Dante) dove, alcuni giorni della settimana, c’era il mercato. La conseguenza fu un trattato di armistizio con Napoleone e l’accettazione di  tutte le condizioni  francesi dettate con il trattato di pace di Firenze del 28 marzo del 1801. Si è tanto parlato nel tempo di questa ingiustificata ritirata dei Napoletani dal campo di battaglia ed è oramai chiaro attraverso vari documenti recuperati, che si trattò di una grossa opera di corruzione operata da emissari del Regno di Sardegna a vantaggio del generale Landi. Nel 1738 fu cominciata la Villa di Portici ,  con il suo Parco degradante verso il mare , arricchita con statue di Ercolano e Pompei che egli considerò la sua residenza estiva. Ben presto cominciò a formarsi un piccolo esercito che raccoglieva uomini di tutti i ceti sociali e finanche carcerati e briganti. Da quel momento, il principale  obiettivo di Elisabetta fu la sistemazione su un trono reale di suo  figlio. Eppure il giorno prima gli aveva fatto uno sgarbo non andando nel Parco della Reggia dove i 12 mila volontari dell’esercito di Garibaldi attesero inutilmente dopo l’orario stabilito l’arrivo di Vittorio Emanuele, schierati in parata, disciplinati, con le divise lise  e con le bandiere ridotte a brandelli. La regina Maria Carolina rimase a Napoli, sperando nell’esercito e nei Lazzari ma la borghesia e la nobiltà oramai contrari ai Borbone impedirono l’armamento della plebe. La sua arrendevolezza  fu ragione di profondo dolore per l’ormai anziano re di Spagna che si vedeva in un certo senso sfuggire non solo e non tanto il potere politico quanto in un certo senso anche la persona stessa del figlio Ferdinando. Fece ogni sforzo per diminuire il potere delle feudalità  e per sottrarre il regno all’influenza clericale. Vennero costruiti dei  ponti sospesi  in ferro sul Garigliano e sul Calore. Ferdinando perdeva così a favore della Francia tutti i presidi della Toscana ed il controllo dei porti pugliesi presidiati dai francesi nonchè una forte somma di denaro da sborsare come indennità di guerra. Fu un errore questo di cui poi pagò le conseguenze perché non trovò più l’appoggio di tutte le ricche e potenti comunità ebraiche presenti in Italia che si schiereranno in larga parte a favore del movimento unitario a guida sabauda  e dei finanziamenti a tale causa concessi dai potentati internazionali (compresa la massoneria inglese). Non poteva fare a meno di assistere ai consigli di stato ma aveva proibito alla sua vista la presenza di qualsiasi calamaio che potesse indurlo a firmare noiosi documenti. Dopo un’intera giornata di fuoco, quando oramai i garibaldini erano esausti e quasi senza più munizioni, inspiegabilmente il generale Landi, tra lo stupore dei suoi uomini ordinò la ritirata e lasciò la via libera per Palermo. Fu impiccato ad un pennone della sua nave ed il suo corpo fu gettato in mare. Dopo solo un anno dallo sbarco dei mille, la Sicilia era stata completamente annessa al territorio sabaudo, grazie sopratutto ai soldi usati per corrompere alte cariche ufficiali e civili ed un piccolo manipolo di appena 1000 uomini sbarcati a Marsala aveva messo in fuga paradossalmente 100mila uomini al prezzo di soli 78 caduti ( un vero miracolo !!). Intanto a Napoli, la confusione era enorme ed i fedeli del re scomparivano dal governo dopo aver consegnato nelle sue mani le cariche che ricoprivano. Due Sicilie; Regno delle Due Sicilie Negli anni  più difficili del suo Regno a causa del crescente isolamento internazionale, cercò di economizzare su tutto, pur di non mettere nuove tasse : cercò sempre e sopratutto di evitare principalmente le imposte sui consumi popolari. Successivamente  Lord Aberdeen, in Parlamento, fu protagonista di una furiosa orazione di condanna nei confronti di quelle calunnie scoperchiando una delle piu’ tristi pagine della storia Inglese. Durante il suo Regno ci fu una grande crescita industriale (nacquero fabbriche di vetro, di mobili, di guanti ) e ci fu un forte sviluppo nel settore siderurgico e metalmeccanico grazie all’ingrandimento dei cantieri navali di Castellammare di Stabia . Il Vice Intendente idealista Ippolito Nievo  era rimasto nauseato da ciò che aveva visto, da come veniva trattato il popolo siciliano e di come le cose erano andate contro le sue aspirazioni. A”giochi fatti”, cioè dopo l’annessione piemontese, il  deputato inglese Gladstone ( avete visto come si fa carriera? ) Sul letto di morte Ferdinando II ordinò che le Due Sicilie restassero neutrali, alla guerra in atto tra Austria, Piemonte e francesi, insistendo fino alla fine nell’isolamento del suo Regno. Il generale piemontese Cialdini, da Napoli, diede ordini precisi di stroncare col sangue qualsiasi accenno o fermento di ribellione. Ferdinando, all'epoca di soli otto anni, regnò inizialmente con il titolo di Ferdinando IV per il Regno di Napoli e Ferdinando III per il Regno di Sicilia e quindi, dal dicembre 1816 fino alla morte nel 1825, come Ferdinando I, re delle Due Sicilie. Lasciarono quindi solo 900 uomini a Napoli  nel Castel sant’Elmo affidando la sorte della Repubblica in città alle poche forze liberali. Cialdini è stato uno degli uomini più cattivi, violenti e fetenti che la nostra storia ricordi  poiché fu autore di diverse stragi di popolazioni del Sud durante l’invasione e la conquista del Regno delle Due Sicilie. Oramai divenuto per tutti un personaggio scomodo viene  organizzato anche un attentato alla sua persona: L’8 dicembre del 1856, mentre passa in rassegna le truppe, al campo di Marte,  un soldato ( Agesilao Milano) abbandona improvvisamente i ranghi e lo assale con una baionetta riuscendo però soltanto a ferirlo; il soldato è un patriota mazziniano arruolatosi con il preciso intento di assassinare il re. Figlio di Ranieri, rivendicò anche lui il titolo di duca di Calabria poi duca di Castro, e di Carolina Zamoyska. Raffaele Ajello, La vita politica napoletana sotto Carlo di Borbone. Decise quindi di marciare verso l’Italia e valicare  le Alpi. Sposò nel 1797 sua cugina Maria Clementina d'Asburgo Lorena (1777-1801) figlia dell'imperatore Leopoldo II dalla quale ebbe: Rimasto vedovo di Maria Clementina, sposò nel 1802 Maria Isabella di Borbone, Infanta di Spagna (1789-1848), figlia del re Carlo IV dalla quale ebbe 12 figli: Ferdinando II delle Due Sicilie (1810-1859), figlio di Francesco I e di Maria Isabella di Borbone-Spagna, fu re delle Due Sicilie dalla morte del padre, nel 1830, fino alla sua morte. Nello stesso tempo Tanucci e il ministro austriaco ( Neipperg ) sottoscrivevano un trattato in cui si concordava che le due figlie dell’ Imperatrice d’Austria Maria Teresa sarebbero andate in spose una all’erede al trono di Spagna e l’altra all’erede al trono delle due Sicilie. Verrà condannato a morte per attentato alla vita del sovrano,  e successivamente impiccato Con un esercito di 30 mila uomini dopo aver conquistato Pesaro, Perugia, Spoleto e Ancona invase lo stato della chiesa e si diressero verso Napoli per congiungersi con i garibaldini. Dopo la capitolazione di Palermo e la perdita dell’intera Sicilia, Francesco dopo aver indetto un consiglio di stato decide di concedere la Costituzione, ma oramai era troppo tardi e qualche mese dopo la sanguinosa giornata di Milazzo, Garibaldi mise piede sul continente ed entrava in Reggio. Il  tradimento compiuto da Ferdinando e dai suoi alleati dei patti sottoscritti, lo macchierà da questo momento in poi  per sempre quale individuo vile ed inaffidabile creando di fatto una frattura tra la monarchia e i ceti  colti che non si ricucirà mai più. Carolina proveniva da una educazione raffinata ed elegante ed era cresciuta in una famiglia dove l’etichetta di corte era la regola principale. Esercitavano lo spionaggio sacerdoti, magistrati , ed alcuni nobili ( fra cui primeggiò Fabrizio Ruffo  principe di Castelcicala). Il suo primo problema era quello di restituire agli ordini religiosi i beni confiscati e venduti per ricucire i rapporti con la Santa Fede. Non seppe approfittare della occasione avuta di essere lui il trascinatore e la guida della nuova nascente nazione italiana permettendo ai Savoia di cogliere un’occasione unica per conquistare Regno, fama e sopratutto denaro per pagare i propri debiti. Egli proponeva di unirsi contro l’Austria, e di stipulare un patto in cui si garantivano reciprocamente l’indipendenza territoriale dei due territori senza mai farsi guerra. Il piccolo Ferdinando che aveva solo 9 anni, essendo minorenne fu posto sotto la tutela di un consiglio di reggenza presieduto da Bernardo Tanucci. L’Imperatrice opto’ per l’arciduchessa Maria Giovanna Gabriella d’Asburgo  quasi coetanea di Ferdinando , ma quando oramai tutto era pronto per il matrimonio , poco prima di partire , la giovane si ammalo’ gravemente di vaiolo e a soli 16  anni mori’. Per rinforzare il loro esercito decimato e stanco richiamarono uomini dai presidi dislocati nelle varie regioni d’Italia, compreso quello dalla Repubblica Partenopea. I prigionieri non avevano il diritto di suicidarsi; la loro vita apparteneva ai padroni, allo stato, al re Savoia. Il diritto di ereditare quindi il Regno delle due Sicilie passò al terzo maschio Ferdinando fino ad allora destinato alla carriera ecclesiastica. Questa strana dicitura della formula un pò ambigua, ancora oggi appare molto discussa e criticabile in quanto subdola e ingannevole. : 08703521214 - La riproduzione totale e/o parziale dei contenuti è riservata. Dopo la sua morte ad ereditare il Regno fu il figlio Francesco II (chiamato comunemente dai napoletani Francischiello) figlio della prima moglie di Ferdinando, Maria Cristina di Savoia. La città capitolò e i borbonici si ritirarono in Gaeta. Non aveva superbia e trattava tutti alla pari anche se a volte lo faceva in modo paternalistico. E molti vista l’occasione briganti lo diverranno davvero. Ferdinando dopo aver nominato un nuovo capo del governo sciolse le camere e la guardia nazionale e fece rientrare le truppe che si trovavano in alta Italia. Liborio Romano era il  corrispondente di Camillo Benso di Cavour e ovviamente appena Garibaldi entrò a Napoli, formò immediatamente un governo con a capo proprio Liberio Romano ( guarda caso ) che come primo atto ufficiale cedette al Piemonte la potente flotta da guerra borbonica. Il concordato dava inoltre al re il controllo delle nomine dei vescovi e sanciva la riduzione del numero dei conventi. Dopo due mesi, proveniente da Vienna giunse anche la Regina ed a festeggiare il suo arrivo furono solo i Lazzari in quanto gli altri ceti sociali erano oramai divisi dalla monarchia borbonica dopo che molti giovani nobili erano rimasti vittima dei moti rivoluzionari in cui la regina si era resa certamente protagonista. Il trattato di pace prevedeva tra l’altro la chiusura dei porti del Regno agli inglesi e ai turchi e la cessazione della persecuzione dei patrioti con l’amnistia di quanti erano ancora in attesa di giudizio. Nel 1734, durante la guerra di successione polacca, al comando delle armate spagnole Carlo, duca di Parma e Piacenza, conquistò il regno di Napoli e nel 1735 il regno di Sicilia, sottraendoli alla dominazione austriaca. Il popolo ignorante insomma non capì mai chi erano e cosa volevano questi giacobini creando in tal modo una vera e propria frattura di classe. Liberino Romano intanto anche lui tradendo, entrava in contatto con Garibaldi offrendogli il suo aiuto per organizzare il suo ingresso in Napoli. In Francia intanto, pervenuti le notizie dei rovesci subìti dalle armate francesi, Napoleone pensò bene di lasciare il comando dell’esercito in Egitto al suo generale e fare ritorno in patria. Fu casa reale del Regno di Sicilia citeriore (Regno di Napoli) e del Regno di Sicilia ulteriore (Regno di Sicilia), nel 1816 unificati come Regno delle Due Sicilie. Sposò nel 1859 Maria Sofia di Baviera (1841-1925) dalla quale nel Natale del 1859 ebbe una figlia, Maria Cristina Pia, che però morì di lì a tre mesi. Ricordiamo che aprì anche collegi femminili, cosa unica al tempo e sopratutto per suo volere nello statuto della nuova nascente colonia di San Leucio venne  stabilità per legge la parita uomo-donna ed il diritto delle donne. Caddero in quel tempo  i nomi più illustri della cultura e del patriottismo napoletano. Dopo qualche esitazione, convintosi che si trattava dell’occasione giusta per riscattare il regno dalla pessima e cieca amministrazione borbonica, pensò bene di accettare la  proposta. Il losco personaggio aveva acquistato il ruolo di intermediario tra politica e camorra quando Liborio Romano per contrastare le sommosse nate sulla scia di quella siciliana del 1848 lo chiamò per chiedergli di radunare tutti i capi-quartieri della città e stipulare un patto di aiuto reciproco. A tal proposito ricordiamo che nel ‘68, Giulio Di Vita, studioso massone, presentò un rapporto al Collegio Maestri Venerabili del Piemonte. I pochi superstiti delle stragi e delle rappresaglie nonchè delle sommarie esecuzioni perpetrate dall’esercito piemontese avvenuta in seguito alla sanguinosa resistenza incominciarono ad espatriare in massa. D’altronde la chiesa possedeva nel regno la gran parte dei terreni ed esercitava di conseguenza un potere enorme e incondizionato, basti vedere alcuni suoi decreti dove egli consegnava l’istruzione primaria nelle scuole alla esclusiva direzione del clero. Ferdinando, di fronte alla minaccia, si preparò alla guerra inviando in Sicilia ben 12.000 soldati decretando l’embargo a tutte le navi britanniche. 4) Chiunque, avendo notizie dei movimenti delle bande non sarà sollecito di avvisare il sottoscritto, verrà considerato nanutengolo o come tale fucilato. Il nome Borbone deriva dal feudo di Bourbon-l’Archambault che il capostipite della famiglia, Roberto di Clermont, incamerò, sposando nel 1279 Beatrice, figlia degli ultimi feudatari di quella regione ( Agnese di Dampierr e Giovanni di Borgogna). Dopo una notte di vigile attesa le truppe borboniche ordinarono lo smantellamento delle barricate. Il suo regno durò appena 18 mesi, travolto dal ciclone garibaldini che approfittò della sua inconsistenza sul trono. Un movimento di truppe segnalato dai passi cadenzati e dai rulli dei tamburi che solitamente avveniva senza che mai nessuno ci facesse caso, venne stavolta diversamente  interpretato dai più esagitati e si gridò al tradimento. Nessuno si mosse, neppure il ministero della Guerra, né la compagnia marittima, né le autorità portuali. Bisogna ricordare i tempi e nessun monarca in quell’epoca era certamente disposto a cedere il proprio ruolo tantomeno Ferdinando che geloso del suo potere ( cosa comune a quei tempi a tutti i regnanti ) difese ostinatamente e nel modo più assoluto  le prerogative regie con ogni mezzo contro quelli che in apparenza innovatori miravano invece poi a destituirlo.

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