Giovanni Boccaccio. L'urlo di Munch? Munch narra la genesi del quadro il quadro tanto x intenderci... ? A rimanere immutati e dritti sono esclusivamente il parapetto e i due personaggi a sinistra. Nessun riferimento figurativo ci indica un’altra possibile causa e le due persone sullo sfondo non vedono, non sentono, non accorrono. Ho dovuto percorrere uno stretto sentiero lungo un precipizio. È certamente l’opera più celebre dell’artista e forse uno dei quadri più famosi al mondo. Un film di Dario Argento. Dove si trova il “Cenacolo” di Da Vinci? Più volte nei suoi diari Edvard Munch racconta di come sia nata in lui l’idea dell’Urlo. L'urlo di Munch? Certamente si.In questo senso è lecito dire che il quadro funziona, che raggiunge pienamente il suo scopo. A destra del dipinto si sviluppa il mare con la sua isola centrale. La sorella minore Laura sarà invece consumata dalla malattia mentale.Lo stesso Edvard Munch sperimenta più volte nella sua vita lo stato di malattia, sarà affetto da alcoolismo e crisi depressive. I miei amici continuarono a camminare e io fui lasciato tremante di paura. Quello stesso rifiuto dinnanzi al dolore che esprime il personaggio del grido nella sua duplice condizione di chi urla di dolore e di chi si rifiuta di volerlo sentire. Dove si trova oggi L’urlo? Certamente no, non è il suo scopo. Giovanni Boccaccio. Dall’altro c’erano campi, colline, case, persone. L’urlo, o anche Il grido, è un celebre dipinto di Edvard Munch (titolo originale in norvegese: Skrik). Di più, accolgono quel grido, ne risuonano, lo amplificano, lo restituiscono con tale forza che il protagonista è costretto a difendersi portando le mani alle orecchie.Il ponte è fermo, impassibile, immobile. Nel 1882 trova il suo primo maestro in Christian Krohg, famoso esponente dell’arte nazionale del periodo. “L’urlo di Munch”? Tutto è sconvolto, i colori sono esagerati, esasperati, il contrasto cromatico è talmente forte da colpire lo spettatore con la stessa intensità di un pugno nello stomaco. Interessante notare che l'andamento del personaggio in primo piano viene ripetuto, in una sorta di pendant simmetrico, dalle linee curve dello sfondo, mentre la verticalità delle due figure che percorrono il sentiero fa eco ai parapetti del ponte: ne consegue che, mentre l'ambiente sembra quasi voler partecipare al dramma psichico che sta lacerando la figura in primo piano, le due persone viste di spalle sono saldamente ancorate alla dimensione concreta della realtà, insensibili ai drammi della vita. L’Urlo è uno dei quadri più famosi dell’arte contemporanea e quello più conosciuto del pittore Edvard Munch.Dipinto nel 1893, rappresenta un’angoscia universale, tanto forte da cambiare tutta la percezione dell’universo intorno al protagonista che in un’agonia solitaria non riesce a far conoscere e quindi ad esprimere il proprio dolore che rimane indifferente al resto dell’umanità. La versione a cui farò riferimento oggi, è quella conservata all’interno della Galleria nazionale di Oslo. Alle sue spalle, verso sinistra, un ponte lunghissimo, descritto con sicure pennellate di colore bruno. Quest’ultima è la risposta che più comunemente viene avanzata. Si forma nella capitale Christiania, dove frequenta la Scuola Reale di Disegno dopo aver abbandonato gli studi di ingegneria. L'Urlo di Munch, trovata soluzione contro lo scolorimento: è l'umidità il principale fattore di degrado dei pigmenti gialli di cadmio usati dal pittore. COLLOCAZIONE : in quale museo si trova l’opera ora? «Camminavo lungo la strada con due amici, quando il sole tramontò. Ci riesce? La condizione esistenziale dell’uomo moderno, afflitto dalla solitudine, dall’incomunicabilità e dall’angoscia. Uomo. Analisi delle opere più importanti di Edvard Munch - Autoritratto all'Inferno, Bambina malata, La pubertà, Madonna, Sera sul viale Karl Johan, L'urlo e Uomo al bagno - il rapporto dell'artista… Continua, Tesina su Edvard Munch: biografia e opere, in particolare la descrizione de "L'urlo"… Continua, Edvard Munch: biografia e otto letture dell'opera dell'artista… Continua, Breve riassunto della vita di Edvard Munch e descrizione del suo stile pittorico… Continua, Edvard Munch: breve biografia e opere principali, con immagini, del pittore norvegese… Continua, l’immagine di ogni essere umano, senza sesso, senza razza, senza età, Tesina su Edvard Munch: biografia e opere, Van Gogh: biografia, opere, periodi e stile di Notte Stellata, Edvard Munch: biografia dell'autore dell'Urlo. Tale ipotesi però è priva di una concreta base, visto che l'episodio risalirebbe all'estate del 1889 - sei anni dopo l'eruzione - quando, con gli amici Christian Krohg e Frits Thaulow (identificabili con le due silhouette del quadro), affittò una piccola abitazione nei pressi dell'Oslofjord.[7]. L’autore ha infatti eseguito nel corso della sua carriera numerosi autoritratti e se avesse voluto rendersi riconoscibile all’osservatore lo avrebbe fatto con una accurata resa fisiognomica. La testa è clava e la sua struttura è più vicina a quella di un teschio che a quella di un essere umano vivo. L’artificio, le sovrastrutture, la società sono indifferenti. Perché grida? [4] La gestazione di questo tramonto fu assai lunga, e richiese vari bozzetti e tentativi (le macchie rosse, caratteristiche dello sfondo de L'urlo, emergono violente già in Disperazione del 1891). Secondo la casa d’aste inglese, potrebbe essere venduto per 80 milioni di dollari, o anche più. In secondo piano si trova un lunghissimo ponte su cui camminano due sagome scure che non si accorgono di quanto accade al protagonista. Ed è lo stesso pittore a dircelo. Tale notizia condurrà l’artista, già provato dai lutti infantili, in uno stato di cupa depressione, esasperato dall’abuso di alcool che Munch è solito bere sin dal mattino. Chi ha scritto “I Promessi Sposi”? Qui trovi le informazioni per capire il dipinto e sapere dove vederlo. Che possibilità ha dunque l’essere umano se non quella di gridare tutto il suo dolore? Io ci sono arrivata proprio prendendo la metro e scendendo a Tøyen. Versione del 1895, pastello su cartone, 79 x 59 cm. Il pittore medesimo. Sullo sfondo si trova un paesaggio tipico dei fiordi norvegesi con un lembo di terra, il mare e il cielo che si accendono delle tinte forti del tramonto. L’Urlo di Munch mostra in primo piano il volto di un essere umano totalmente sfigurato, con la carnagione di un colore tra il giallo e il verdognolo. Figura e sfondo, insomma, appartengono dal punto di vista compositivo a due livelli differenti, che si incontrano solo grazie alla curva buona che - con un andamento curvilineo - parte dal personaggio e si risolve tra il mare e il cielo. Giovanni Boccaccio. Si crea così uno stato di forte tensione emotiva, messo ulteriormente in rilievo con un sapiente gioco delle linee di forza: quelle del sentiero convergono presso i due personaggi sulla sinistra, mentre quelle appartenenti alla figura in primo piano, muovendo dal basso, tendono verso le sue mani.[10]. Dove si trova il Cenacolo di Da Vinci? Ma certo non sono questi i canoni di cui ha tenuto conto Munch, di cui hanno tenuto conto tutti i pittori da Van Gogh in poi. SPIEGAZIONE: dove si trova l’opera ora. Un film di Dario Argento. L’essere umano raffigurato nel quadro è terrorizzato e scosso dalla sofferenza.Qual è la causa del suo dolore? La natura ascolta e parla, ma la sua voce non è consolatoria. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto a una palizzata. Il pittore trae spunto da una esperienza personale ma nel dipinto vuole rappresentare la condizione esistenziale dell’uomo moderno, afflitto dalla solitudine, dall’incomunicabilità, dall’angoscia. Versione audio: Il dipinto noto come L’urlo, o anche Il grido, fu realizzato dal grande pittore norvegese Edvard Munch (1863-1944) nel 1893. Quando è ancora un bambino perde la madre e l’amatissima sorella maggiore Sophie, più tardi moriranno anche il fratello Andreas e il padre, con il quale il pittore ha da sempre un rapporto difficile. L’urlo di Munch è uno dei quadri più famosi del mondo, come la Gioconda di Leonardo o la Primavera di Botticelli. Al centro dell’immagine, in basso, si trova invece la figura umana serpeggiante che porta le mani al viso e urla con disperazione. Dove si trova: Galleria nazionale, Oslo. Linee ondulate pervadono terra, cielo e mare, sembrano preludere a uno stato di cataclisma. Sembrava una spada infuocata di sangue che tagliasse la volta celeste. Nel 2004 alcuni ricercatori hanno supposto che il cielo color rosso sangue del quadro sia in realtà una riproduzione accurata del cielo norvegese dopo l'eruzione del Krakatoa del 1883, avvenuta dieci anni prima[6]. I cieli diventarono improvvisamente rosso sangue e percepii un brivido di tristezza. E sentii un immenso urlo infinito attraversare la natura». Il dipinto è stato realizzato sempre con la tecnica dell'olio su tela. 1 decennio fa. 0 1. Smarrimento, solitudine, incomunicabilità, i temi su cui indagano le grandi menti dell’epoca, da Schopenhauer a Kierkegaard, da Ibsen a Kafka, fino a Freud. Lo spazio è immenso davanti a lui, le rocce, le cime suggeriscono forze arcane e potenti. Un cielo al tramonto, reso con larghe pennellate ondulate, giallo intenso e rosso sangue. Si grida per la paura e per il dolore. La natura partecipa del dolore ma non ha una funzione consolatoria. Innumerevoli sono le persone che ogni anno si spingono al Munch Museet per poterlo vedere dal vivo, per farsi investire a pieno da quell’onda di emozioni. DOVE SI TROVA L’URLO DI MUNCH Dell’ urlo di Munch esistono quattro versioni, tutte dipinte tra il 1893 ed il 1910, ma la più famosa è quella conservata alla Nasjonalgalleriet di Oslo (La Galleria è chiusa per tutto il 2019 perché l’intera collezione verrà trasferita nel nuovo Museo Nazionale che aprirà nella Vestbanen nel 2020). Il percorso vi porterà a fare una breve passeggiata in un parco. Nello spettatore contemporaneo, così come in quello di fine ‘800, L'urlo di Edvard Munch suscita al contempo attrazione e repulsione. A Roma, vicino al Colosseo. 1 decennio fa. Si perde insieme alla sua voce straziata e alla sua forma umana tra le lingue di fuoco del cielo morente, così come morente appare il suo corpo, le sue labbra nere putrescenti, le sue narici dilatate e gli occhi sbarrati, testimoni di un abominio immondo. Tutte però sono tra loro simili. (ANSA) - MILANO, 12 APR - L'urlo di Munch? Vuole invece condividere, esternare, mostrare senza pudore quanto di più profondo e tragico c’è nell’esistenza. Oltre alle opere di Munch, tuttavia, nella Galleria Nazionale di Oslo sono presenti anche altri artisti europei dal calibro di Manet, Renoir, Matisse, Cézanne e Monet. L'Urlo di Munch: descrizione In primo piano si trova un essere umano sfigurato che lancia un grido di paura e dolore, coprendosi allo stesso tempo le orecchie. Risposta preferita. Dove viveva il pittore quando lo ha eseguito. Le tonalità calde le troviamo nella parte alta del quadro, così da conferire maggior peso alla composizione, controbilanciando l'addensamento degli elementi compositivi in basso. Donna. Si parte quindi da una esperienza privata e personale per giungere a un’immagine universale, «l’immagine di ogni essere umano, senza sesso, senza razza, senza età». L'urlo (titolo originale: Skrik) è il nome assegnato a una serie di famosi dipinti del pittore norvegese Edvard Munch. A che movimento apparteneva. A Roma, vicino al Colosseo. È il secondo di cinque figli. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 9 dic 2020 alle 17:01. ggeck. Una serata piacevole, con il bel tempo, insieme a due amici all’ora del tramonto. “L’urlo” di Edvard Munch è in vendita: il 2 maggio sarà battuto all’asta da Sotheby’s, a New York. In realtà, l’uomo che urla non è altri che lo stesso Edvard Munch. Museo Munch, Oslo, ‘The Scream’ Is Auctioned for a Record $119.9 Million, "The Scream" - Edvard Munch - Painting Location - Oslo, Norway - PopSpotsNYC.com, http://www.lescienze.it/news/2003/12/14/news/identificata_la_localita_dell_urlo_di_munch-587224/, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=L%27urlo&oldid=117174594, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Una serie di domande colpiscono l’osservatore già dalla prima visione de L'Urlo di Edvard Munch.Chi è la persona raffigurata in primo piano? “L’urlo di Munch”? Queste due figure umane sono sorde sia al grido sia alla catastrofe emozionale che sta angosciando il pittore: non a caso, sono collocate ai margini della composizione, quasi volessero uscire dal quadro. Munch si avvicina ben presto al disegno e alla pittura, iscrivendosi nel 1880 alla Scuola Reale di Disegno. Lo spunto del quadro è prettamente autobiografico. Due anni dopo, nel 1895, realizzò una terza versione (79x59 cm): si tratta di un pastello su tavola, battuto dalla casa d'asta londinese Sotheby's il 2 maggio 2012 per la somma record di 120 milioni di dollari. Rivendica il diritto di porre domande anziché di fornire risposte, di non celebrare l’eroe ma di mostrare l’uomo nella sua debolezza.Vuole Munch rappresentare un aspetto della vita umana sereno, rassicurante, armonico, in una parola “bello”? Munch – “Così ho sentito l’urlo”. [9] Questo sentimento di malessere non è esclusivo né dello sfondo, né dell'animo di Munch: è infatti distintivo del pessimismo fin de siècle diffuso in quel periodo, che cominciò a mettere in dubbio le certezze dell'essere umano, proprio mentre Sigmund Freud indagava gli abissi dell'inconscio. Sullo sfondo, una porzione vasta della superficie pittorica è occupata dal cielo. Giovanni Boccaccio. SPIEGAZIONE Data di esecuzione del quadro. Il quadro appartiene a Petter Olsen, un imprenditore norvegese erede di una nota dinastia di armatori. Quindi Munch si trasferisce a Berlino dove concepisce e realizza la maggior parte delle idee che compongono “Il fregio della vita”, il suo ciclo di opere più significativo. Classificazione. La realtà è filtrata da uno stato emotivo. L'urlo rappresenta un sentiero in salita sulla collina di Ekberg[8] sopra la città di Oslo, spesso confuso con un ponte, a causa del parapetto che taglia diagonalmente la composizione; ebbene, su questo sentiero si sta consumando un urlo lancinante, acuto, che in quest'opera acquisisce un carattere indefinito e universale, elevando la scena a simbolo del dramma collettivo dell'angoscia, del dolore e della paura. Il Pittore ne esegue diverse versioni con tecniche e supporti differenti. Ma sempre ho dovuto ritornare sul sentiero sul ciglio del precipizio. “L’urlo” (1893), con le sue lunghe pennellate che deformano il paesaggio e i protagonisti di quegli attimi terrificanti vissuti dall’artista e immortalati sulla tela, vedono prevalere un colore che ricorrerà spesso nei dipinti di Munch: il rosso, il colore del sangue. Appunto di storia dell'arte sulla spiegazione della celebre opera ''L'urlo'' di Edward Munch (91x73,5cm), realizzato nel 1893. Altro importante elemento del dipinto è il sentiero e il suo parapetto, senza i quali la figura principale quasi si miscelerebbe con lo sfondo: la funzione di quest'ultimo, pertanto, è quella di staccarla dal paesaggio e di enfatizzare la sua individualità. Giovanni Boccaccio. Se nella storia della pittura è possibile individuare un dipinto che rappresenti una visione opposta a quella dell’Urlo di Munch, questo è senz’altro il Viandante in un mare di nebbia del tedesco Caspar David Friedrich.Opera del 1818, conservata ad Amburgo, essa incarna pienamente l’ideale del Romanticismo.In primo piano è ancora l’uomo, è solo anch’esso, ma si presenta di spalle. Il suo stile matura e inizia a produrre composizioni collegate a particolari condizioni psicologiche, opere che resteranno le sue preferite. Da solo ha sfidato la natura, si è spinto su una vetta da dove domina un paesaggio sublime. 9 risposte. Un film di Dario Argento. Le orbite oculari sono due cerchi privi di colore e profondità, il naso è scomparso lasciando solo due punti neri a suggerire le narici, la bocca è spalancata in un urlo lancinante. Reali perché partono da dati plausibili della realtà: l’essere umano, il ponte, le figure che camminano, la natura selvaggia e impervia dei fiordi norvegesi, le striature rossastre del tramonto. È visibile anche parte del corpo. Lo stato psichico che Munch descrive, tratteggia le caratteristiche di un attacco di panico, una condizione di paura e sofferenza paralizzanti, che rendono l’idea della morte immediata e ineluttabile. 0 1. A Roma, vicino al Colosseo e lo ha dipinto Michelangelo, che avrebbe anche dipinto… la Gioconda! Se quindi alla parola “bello” dobbiamo attribuire un altro significato, se dobbiamo intendere che il dipinto è in grado di suscitare un’emozione sconvolgente, allora dobbiamo ammettere che si tratta di un capolavoro straordinario. a dircelo è quel primo piano agghiacciante. Buona lettura! Tutto il dipinto è pervaso da onde, come se gli elementi della natura risuonassero del grido umano. ... L'Urlo di Munch è in un Museo in norvegia, dopo essere stato restaurato dopo l'ultimo furto. L’Urlo è un dipinto eseguito dal norvegese Edvard Munch ne 1893. È infatti lo stesso Munch a indicarci, in una pagina di diario, le circostanze che hanno portato alla genesi de L'urlo:[1], «Una sera camminavo lungo un viottolo in collina nei pressi di Kristiania - con due compagni. [5] L'ultima versione (83x66 cm), una tempera su pannello, è stata invece stesa nel 1910. Mi fermai, mi appoggiai al parapetto, in preda a una stanchezza mortale. Anonimo. Che si tratti di uno spettro interno è il quadro a dirlo, o meglio a non dirlo. Il ponte, simbolo delle sovrastrutture sociali è sordo e indifferente. In primo piano si trova un essere umano sfigurato che lancia un grido di paura e dolore, coprendosi allo stesso tempo le orecchie. Amazon.it: L'urlo di Munch Selezione delle preferenze relative ai cookie Utilizziamo cookie e altre tecnologie simili per migliorare la tua esperienza di acquisto, per fornire i nostri servizi, per capire come i nostri clienti li utilizzano in modo da poterli migliorare e per visualizzare annunci pubblicitari. Stando al dato oggettivo però nessuna di queste appare soddisfacente. Irreali perché amplificati, esagerati, sconvolti, portati all’eccesso. Spiega dunque il movimento di appartenenza, ovvero il contesto artistico. [10], Vi è un netto contrasto anche tra le linee: quelle dello sfondo sono infatti curvilinee, quasi magmatiche, e vengono interrotte dalla geometricità delle diagonali che vanno a costituire il parapetto del sentiero. Prima di procedere oltre, è bene precisare che l’artista, ha realizzato ben quattro versioni di questa scena, tutte dipinte tra il 1893 ed il 1910. Pochi dipinti possono vantare un successo universale come L’Urlo di Munch, e nessun altro ha saputo in una sola immagine incarnare il dramma esistenziale dell’uomo moderno.L’opera nasce intorno al 1893, negli anni berlinesi e insieme ad altri dipinti era destinata a formare, nell’idea dell’artista, un grande manifesto dell’intera esperienza umana, dalla nascita alla perdita, dall’amore all’ossessione, dalla solitudine alla morte. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. Sulla destra un paesaggio naturale, un lembo di terra, il mare e alcune piccole imbarcazioni che campeggiano all’interno di una chiazza gialla, evidente riflesso della luce del sole. Da un lato le profondità del mare erano insondabili. Nell’arte greca del V secolo a. C. bello è ciò che riflette equilibrio e armonia, ciò che deriva dall’osservazione della natura ma che allo stesso tempo corrisponde a un canone ideale che ne fissa i rapporti proporzionali (ad esempio: la figura umana perfetta prevede che la dimensione della testa sia pari a otto volte la lunghezza totale del corpo, ecc).Se dunque abbiamo la presunzione di valutare un’opera moderna secondo quegli antichi criteri siamo costretti ad ammettere che il dipinto è brutto, bruttissimo, un abbozzo, un mostro. A Roma, vicino al Colosseo. (ANSA) Prima la Francia, dove conosce la pittura di Van Gogh, quindi la Germania, dove di fatto pone le basi per la nascita del futuro movimento espressionista.Sono gli anni cruciali in cui da un linguaggio post impressionista la sua pittura passa a un’accentuazione di linee e di colore e da problemi di visione si sposta verso l’indagine sull’aspetto emotivo, intimo dell’animo umano. Ciao. L’elemento artificiale è muto e sordo.La natura ha una bellezza magnetica e struggente ma l’uomo vi trova lo specchio della sua sofferenza. Può essere risucchiato, schiacciato in qualsiasi momento ma non ha paura, non teme il confronto, la sua figura resiste al vento e contro il vento e la natura sta lì, nel mare di nebbia, ad ammirare l’infinito ad ascoltare il silenzio. Analogamente, i colori chiari sono collocati intorno al volto del personaggio, che in questo modo viene esaltato agli occhi dell osservatore. Ne avevamo già parlato tempo fa, in base a quanto è scritto nel sito della Galleria Nazionale, a me sembra di capire che l'urlo e le altre opere di Munch, non sarenno visibili fino al 2020,quando sarà cancluso il trasloco. Questa figura sembra a malapena mantenersi in posizione eretta, quasi non avesse spina dorsale.Le braccia sono piegate, le mani appoggiate al volto in un gesto che allo stesso tempo sembra suggerire la volontà di sostenere la testa e di chiudere le orecchie, come se la stessa persona non fosse in grado di sostenere il grido che lei stessa sta emettendo. De L’urlo di Munch, come vedremo, esistono diverse versioni. Un film di Dario Argento. Nemmeno questo però turba le sagome scure che incedono sul fondo.Tutti gli elementi sono allo stesso tempo reali e irreali. Fu solo nel 1893 che Munch, meditando su questo soggetto, realizzò finalmente L'urlo, come parte di un ciclo di dipinti che egli stesso definì Fregio della vita. In ogni caso, Munch tentò di trasporre questo tramonto «rosso sangue» in una tela in grado di restituire quella visione di «sangue coagulato» che egli stesso provò in quella sera d'estate. È l’interiorità che parla, che detta le regole della visione. Il museo si trova a pochissimi minuti a piedi dalla fermata. L'artista, tra il 1893 e il 1910, realizzò altre tre versioni del medesimo soggetto. Anonimo. Il sole calava - si era immerso fiammeggiando sotto l'orizzonte. La biografia dell’artista norvegese Edvard Munch è segnata fin dai primi anni da gravi lutti, da perdite che lasceranno un vuoto incolmabile nella sua esistenza.Figlio di un medico militare, nasce nel 1863 a Løten, un villaggio non lontano da Christiania. La natura deformata. dove si trova l'urlo??? Trascorrerà l'inverno al MoMA, una delle quattro versioni de “L'urlo” di Edward Munch venduta da Sotheby's per quasi 120 milioni di dollari segnando il record mondiale dell'opera d'arte più costosa mai venduta a un'asta. Sulla destra, invece, è collocato il paesaggio, innaturale e poco accogliente, quasi fosse un'appendice dell'inquietudine dell'artista: il mare è una massa nera ed oleosa, mentre il cielo è solcato da lingue di fuoco, con le nuvole che sembrano essere cariche di sangue. Chi ha scritto 'I Promessi Sposi'? Vivrà e lavorerà senza sosta fino alla fine dei suoi giorni (1944), in una condizione di totale isolamento nella sua casa di campagna a Ekely. Un film di Dario Argento. La prima versione, del 1893 (74×56 cm), è un pastello su cartone; si tratta tuttavia di una composizione ancora embrionale che Munch andrà a ridefinire nella versione definitiva (91×73,5 cm), realizzata nello stesso anno. [9], L'urlo presenta un forte effetto espressivo, ottenuto mediante un'associazione di colori complementari (rosso-verde, azzurro-arancio) in modo da mettere in risalto il cromatismo del dipinto. Il cielo era di sangue - sezionato in strisce di fuoco - le pareti rocciose infondevano un blu profondo al fiordo - scolorandolo in azzurro freddo, giallo e rosso - Esplodeva il rosso sanguinante - lungo il sentiero e il corrimano - mentre i miei amici assumevano un pallore luminescente - ho avvertito un grande urlo ho udito, realmente, un grande urlo - i colori della natura - mandavano in pezzi le sue linee - le linee e i colori risuonavano vibrando - queste oscillazioni della vita non solo costringevano i miei occhi a oscillare ma imprimevano altrettante oscillazioni alle orecchie - perché io realmente ho udito quell'urlo - e poi ho dipinto il quadro L'urlo. L’urlo di Munch «Mi ricordo benissimo, era l’estate del 1893. Due sono stati i furti che hanno visto protagonista il celebre quadro di Edvard Munch: I° versione del 1893, pastello su cartone, 74 x 56 cm. Nella piattaforma occupata dall’uomo ci sono, in lontananza, altre due figure, mentre nel paesaggio si scorge un fiordo. Attualmente il museo di Munch si trova nel quartiere di Tøyen, a qualche fermata di metropolitana dal centro di Oslo. Il grido è una reazione istintiva, primordiale, profonda. Il busto è reso attraverso linee ondulate, è ricoperto da una tunica scura, che mette in risalto l’eccessiva magrezza, la mancanza di proporzione. Il personaggio in primo piano è un essere umano e l’impossibilità di determinarne l’identità rende possibile attribuirgli qualsiasi identità.
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