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Apro anche le persiane e lì mi sento male davvero, quasi svengo sul balcone. E, adesso, uomo libero…. Il censimento è stato fatto compilando una scheda di rilevamento che descrive le principali caratteristiche dell’insediamento dismesso (es. Gli ho raccontato cos’era capitato. Colpisce la qualità delle decorazioni, colpisce soprattutto la bellezza della cupola (si, cupola, avete letto bene), affrescata in stile bizantino con magnifiche tinte blu e oro. Fino all’aprile di quest’anno, ovvero fino al momento in cui Andrea mi ha mostrato i suoi scatti, nessuno mi aveva proposto foto di Chernobyl che a) possedessero uno stile personale b) mi lasciassero qualcosa che andava oltre il mero soggetto rappresentato. Non importa se di giorno, a scuola o al lavoro, ti qualificavi come punk, metallaro, rapper, gabber, tecno folle, quando arrivavi qui la divisa era quella. Guardo fuori dalla finestra, i tombini che sputano acqua in continuazione, i bordi delle vie tutti pieni d’acqua e con dei rivoli… Fa paura! "OGNI CITTÀ HA TANTI POSTI DIMENTICATI E PORTONI CHIUSI DA MOLTO TEMPO" Si chiama URBEX (abbreviazione di Urban Exploration) e consiste nell'esplorare, luoghi abbandonati (Ascosi Lasciti) per lo più sconosciuti alla massa e ricchi di storia. Dico all’infermiera di turno: “Sta morendo”. Sembra che l’acqua si sta mangiando tutti i bordi, e dicono che è per quello che i torrenti si ingrossano e diventan pericolosi. La storia è molto meno poetica di quella di McCandless, ma trovare un vecchio autobus, per giunta nei boschi, per giunta abbandonato, per giunta di un colore simile, non poteva farci venire in mente proprio nessun altro. Qualcuno afferma che l’aria di Chernobyl tornerà ad essere respirabile nel giro di trecento anni. Il nostro primo giro finì qui, intorno a questa stranissima panchina. Ma l’ho recuperata lo stesso… due anni dopo… La porta… Di notte… In motocicletta… Attraverso la foresta… Il nostro appartamento era ormai stato depredato. Tornando al piano terreno si può entrare negli spogliatoi, in cui sono ancora ben leggibili i nomi delle operaie sugli armadietti. La fabbrica di questo post è una filatura e fa parte di quelle eccezioni: non solo ha ancora molti oggetti al suo interno, ma addirittura sembrerebbe che ne vandali ne fotografi ne urbex siano ancora riusciti ad entrarci. Hai ricevuto  milleseicento röntgen quando la dose mortale è di quattrocento. 250 almeno le case distrutte, 100 le fabbriche, 350 le piccole attività artigianali, 400 le attività commerciali. È stata viva per appena 16 anni. Il mondo soltanto resta. Terre così vaste e (spesso) selvagge da ospitare moltissime carcasse di vecchie auto. La storia tramandata dai resti dei luoghi abbandonati, posti dimenticati che conservano le loro storie da raccontare. Lungo la salita luce e buio si alternano e, ad ogni finestra di luce, si scopre qualcosa in più del paesaggio che vi circonda. 55 likes. LE CANTINE OSPITANO COSE INTERESSANTI Un “luogo” abbandonato davvero anomalo, se non altro perché siamo in Piemonte, mica in Alabama, e non è che di autobus dismessi se ne vedano tanti, in giro per le strade. – era comunque vino proveniente da quelle vigne. E vivo così… Vivo contemporaneamente nel mondo reale e in un mondo irreale. NOTA: La storia di Franco, pur basandosi su testimonianze reali e fornendo informazioni veritiere, è totalmente inventata. Secondo una rilevazione di Legacoop del 2011, dal 2008 i workers buyout presentati sono stati 24: 3 sono stati respinti, per mancanza di requisiti, 2 sono in lavorazione, 19 sono stati approvati (8 in Toscana, 6 in Emilia Romagna, 2 in Veneto, 1 nelle Marche, nel Lazio e in Lombardia). Io paura non ne ho più, ma ne ho avuta davvero tanta, quella notte. Trattori. La prima volta che ci siamo entrati siamo stati dentro circa tre ore, e non abbiamo visto tutto. Finalmente è arrivato il giorno. Qualunque sia il numero corretto, il disastro di Chernobyl rimane una delle sciagure più gravi degli ultimi duecento anni. Vi si trovano ancora dei piani cottura + forni d’una certa imponenza, sovrastati da una cappa anche lei d’una certa imponenza. È lui che non arrivava. Tutto resta nella posizione in cui era. E' l'archeologia industriale, magnifica nel suo lato storico e fotografico.. Paesi fantasma, fabbriche abbandonate, locali notturni i cui fasti passati vengono sbriciolati dall'azione del tempo. Ha spinto la sedia fino su là, che bravo ragazzo. La villa possiede un’incredibile cantina ancora piena di botti, vasche di fermentazione, strumenti di lavoro (dagli erpici trainati dai buoi ai macchinari dedicati alla vinaccia) e, ovviamente, bottiglie. Come fanno i nostri genitori, i nostri nonni. alla passione. Lei se l’era fatta portare in giardino, ad almeno un centinaio di metri dall’abitazione. DOPO E la fabbrica dalla strada non sembra messa male. Una roulotte. Gli ho detto che la fabbrica, la mia, chiusa per alluvione, non ha proprio mai riaperto. Una decina. Bombe ecologiche e piccole ditte. A destra, una piccola infermeria con un calendario (il modo migliore per comprenderne la data di abbandono) e un lettino con tanto di coperte. Passiamo ai soliti ritrovamenti bizzarri, ovvero quelle cose che per un attimo ti fanno pensare: “ehi, ma cosa diavolo ci fa qui questa roba? Prefazione di Riccardo Poma. – L’antenna Douga 3 è una costruzione alta 150 metri e larga 400 realizzata durante la guerra fredda per schermare le comunicazioni sovietiche dalle curiose orecchie dell’occidente. Come spesso accade in questi casi, l’unica cosa certa è che Ma che poi, alla fine, eravamo davvero così ricchi una volta? “Chiuso per alluvione”. Cerco: Cerco case abbandonate per realizzare progetti artistici Cerco case/edifici/fabbriche ABBANDONATE per realizzare progetto pilota di riqualificazione assistita. Altra stanza notevole è quella che poteva essere il soggiorno, luminosa e altissima ed sovrastata da un soffitto a cassettoni semplicemente magnifico. Sono foto che cozzano con i cliché della fotografia “classica” perché il soggetto principale se ne resta in disparte, lasciando uno spazio enorme (e apparentemente vuoto) alla tinta unita. Un vecchio canale d’irrigazione. Francesca Grasso - 11 Novembre 2019. La stagione era cambiata, ma la situazione fogliame non era migliorata. Io racconterò solo quello che ho vissuto di persona… La mia verità…. Esse si trovavano già in città, pronte per l’eventuale scoppio della terza guerra mondiale (in fin dei conti si era in piena guerra fredda, e si pensava che gli attacchi avessero potuto arrivare coi gas). Cerco di tranquilizzarla, ma oh, son mica tranquillo neanche io. Ho lavorato alla Tinval fino al 1992, l’anno in cui ha chiuso. Pinterest. Attraversiamo una stanza senza pavimento (rubato, ovvio), e finiamo in un ennesimo bagno, forse meno bello del precedente ma egualmente interessante, se non altro per la disposizione dei DUE gabinetti, uno in faccia all’altro (“l’hai fatta tutta caro?”, “certo, e tu?”), e le “istruzioni per l’uso” lasciate a pennarello da qualche buontempone con una pessima mira. Qualcuno una volta disse che “pur seduti sul trono più alto del mondo, si è comunque seduti sul proprio culo”. Guardate le tre foto qui sotto, nella galleria. Castelli, ospedali, fabbriche, scuole: il francese Martin Vaissie ha realizzato un enorme catalogo di luoghi in rovina Martin Vaissie è un artista di 25 anni che vive a Tolosa, nel sud della Francia. a) sedia “sognante” vicino alla finestra con scarpe di donna posizionate dove un eventuale fantasma seduto metterebbe i piedi; Elenco Luoghi abbandonati d'Italia. Terra di imprenditori, chiaro, ma per costruire delle case così bisognava essere qualcosa di più che un imprenditore con una piccola o media officina nella Valle di Mosso. Perchè per 3000 km quadrati attorno a voi non c’è più nulla. Tuttavia, ci sono sempre almeno tre certezze: Facebook is showing information to help you better understand the purpose of a Page. Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone, Ecco il resoconto della nostra ultima, noiosissima visita in una – ennesima, solita, vecchia – villa biellese. Un gran peccato. Dico in giro per il mondo, come a Genova, in cui lì dal letto a due piazze sono passati pian piano alla brandina, e ogni volta che piove c’è da aver paura. a) non c’è nulla di certo Ma, quello che non sappiamo, è che nel Bel Paese ci sono anche innumerevoli luoghi abbandonati, attorno ai quali aleggiano storie surreali ed inquietanti. Mi avvicino alla finestra, la apro. E invece, nel mio piccolo, ero proprio io. Non capita tutti i giorni di entrare in un posto come questo. Cotonificio Ferrari. ), o forse era imprenditore così potente da sentirsi una sorta di Giulio Cesare delle valli piemontesi. È difficile raccontare le dimensioni di qualcosa se non hai un metro di giudizio. Non c’è promemoria migliore della mia vecchia fabbrica, ancora oggi chiusa per alluvione. Provammo a fare il giro lungo. – Il governo ordinò l’evacuazione della città (e dei villaggi adiacenti, per un totale di 200.000 persone) soltanto 36 ore dopo il disastro. Fermo o spariamo!”. Avrebbe aspettato lì l’arrivo della bara. Io qui sono solo… Ieri ho scacciato dall’edificio della scuola una lupa coi suoi lupacchiotti, si erano stabiliti lì. Se siete abituati a dormire in due nel letto a due piazze, e vi ritrovate a dormire sempre in due ma in un letto a una piazza, è chiaro che prima o poi qualcuno finisce per terra. Aspettai che arrivasse l’autunno e che le foglie cadessero, chiamai di nuovo i miei due compagni di viaggio e tornai alla villa. Wow. Andrea mi ha raccontato di aver scoperto di amare i luoghi abbandonati grazie a questo mio blog. La villa fu fatta edificare a inizio secolo da un industriale della zona che fu anche camicia nera e Consigliere Nazionale del fascismo. Chi vive nei dintorni dei boschi in cui da tempo immemore riposa, sostiene che fosse stato portato lì per aprirci dentro un locale (avete presente quelli costruiti dentro i vagoni dei treni? Il tempo soltanto dura. E’ possibile consultare la banca dati geografica relativa al censimento visitando il servizio di mappa Aree dismesse, la Tavola delle previsioni del SIT della Pianificazione locale o il Geoportale della Lombardia. ), eventuali vincoli (valore architettonico, appartenenza ad aree protette, vincolo paesistico, ecc.). Sciesopoli - la colonia dei bambini. Se manca, la villa perde qualche punto. Si passa da stime un po’ troppo rosee (quella dell’ONU parla di 60.000 morti) ad altre forse sin esagerate (Greenpeace afferma che nel 2056 il disastro avrà causato indirettamente almeno 6 milioni di decessi). Anche qui, però, ci sono i fantasmi industriali del passato. moglie del defunto vigile del fuoco Vasilij Ignatenko, “Immaginate di salire su sul tetto di un edificio alto 16 piani. ), ma che non ci portò al leone. Immaginatevela, miss Del Leone, un caldo pomeriggio di luglio del 1932, intenta a leggere un libro nel suo parco, sotto il suo alberello rampicante, sopra la sua panchina in pietra, sotto la luce di un lampione. Da questa banca dati sono state generate delle schede descrittive relative ad ogni singola area. I dati raccolti con il censimento sono stati organizzati in una banca dati. I luoghi dell'abbandono, Dueville. L’unico accesso possibile alla villa è passando dalle cucine, proprio come in Quei bravi ragazzi (non l’avete capita? Un filo rosso – o bianco, a seconda dei gusti – che collegava idealmente (e non) le preziose stanze della contessa alle spoglie cucine dei braccianti. La Padania non è uno stato, è uno stato mentale. Urbex (o anche Esplorazione Urbana – URBan EXploration) è una attività di esplorazione di luoghi abbandonati (edifici, fabbriche, chiese, case, ville, in generale costruzioni fatte dall'uomo e abbandonate) o anche di esplorazione di luoghi urbani difficilmente accessibili, pericolosi o che in … Qualcuno non lo trovano perché l’acqua l’ha portato via. Oggi sono andato di nuovo alla fabbrica. Non mi son quasi più mosso, da stanotte alla tre. Uno di quei locali nati come balere (anni ’60, inizio ’70), diventati Dancing (rigorosamente pronunciato DENCIN – con la C pronunciata C) e alla fine vissuti e defunti sotto il nome di discoteche o discopub. https://www.facebook.com/serenoandrea.it/?pnref=story.unseen-section, [Tutte le fotografie e i testi presenti in questo post sono tutelati dal diritto d’autore e, pertanto, non possono essere riprodotti altrove. C’È UNA FONTANA ENORME CON DENTRO UN LEONE A GRANDEZZA NATURALE, TOTALMENTE INGHIOTTITA DALLE PIANTE WhatsApp. E molti di loro continuano a farlo, svolgendo a turno certe mansioni anche se nessuno vive più sul posto. Le quattro del mattino… Le cinque… Le sei… Alle sei avevamo in programma di andare dai suoi genitori. L’ultima erede del casato, La Contessa C., prese ad occuparsi della tenuta dopo la morte del padre avvenuta il 16 febbraio 1897, e negli anni dal 1900 al 1920 fu protagonista di molte vicende che riguardavano il lavoro dei braccianti agricoli, soprattutto in merito alle lotte sindacali dell’epoca. Allora comprendete veramente la forza del luogo che state visitando. Più tardi l’ho visto… Tutto gonfio, tumefatto… Quasi non gli si vedevano più gli occhi… “Ci vuole del latte. Il 18 maggio del 1939 il Duce visitò la frazione e, probabilmente, la villa. Adagiato nelle terre estreme (o, per dirla in un molto meno poetico piemontese, “dinta i ruéi”), questo vecchietto ha perso la sua battaglia contro gli agenti atmosferici ma ha vinto quella contro la stupidità umana: vandali e furbacchioni gli sono sempre stati alla larga. Un segnavento preciso e bellissimo che ancora funziona, che a distanza di tutti questi anni ancora sa dire agli occupanti (se mai ve ne fossero) quale vento sta soffiando fuori da quelle pareti. Son dei giorni che piove come Dio la manda, va anche bene basta. superficie, destinazione funzionale, anno di dismissione, eventuale utilizzo dopo la dismissione, grado di conservazione degli immobili, ecc.). Settima. Anzi, di villa. Il recupero di queste aree è attività di pubblica utilità e di interesse generale. In effetti, pensai, oramai siamo qui. La famiglia è quella tradizionale!”, mentre su Facebook qualcuno scrive “sarò all’antica, ma che schifo questi froci”. Ma senza machete era davvero un’impresa impossibile. Ecco perché è lui il protagonista di questa storia. SCOPERTA 2 Amo questa foto, probabilmente è la mia preferita. Il vino prepara i cuori Un calore terribile. Castello Morelli. Gente che ha passato tutta una vita lavorando alla centrale. Il numero è così alto perché i periodi di lavoro assegnati ad ogni lavoratore erano brevissimi (esposizioni lunghe avrebbero provocato danni irreversibili): gli addetti alla riparazione del tetto avevano un turno di lavoro che durava 40 secondi. Forse siamo diventati troppo seri, forse abbiamo troppe cose a cui pensare (cercarci un lavoro, sopravvivere), il fatto è che le serate ignoranti non si fanno più. PS: per TUTTE le info sul disastro si rimanda a Wikipedia. Da venerdì 6 novembre la stretta su spostamenti e attività PRIMO PIANO [ 04/11/2020 ] «Per ... Fabbriche abbandonate in Valle Olona. Sei accanto a un reattore”… Tutto mio… Tutto amato… Solo fiamme. Gli autobus non passavano più e dovemmo farci di corsa tutta la città. SCOPERTA 3 – Oggi si sta per porre sulla centrale un nuovo, gigantesco sarcofago finanziato da diversi paesi europei e asiatici. Il Texas non è uno stato, è uno stato mentale, diceva John Steinbeck. – È ormai certo che l’incidente avvenne per un errore umano: durante un test la potenza del reattore venne spinta a livelli troppo alti finendo per danneggiare i sistemi di raffreddamento e provocare diverse esplosioni che resero di fatto instabile il nocciolo. Ma si, insomma, diciamocelo: l’auto abbandonata, meglio se un vecchio pick up o una vecchissima Cadillac, fa molto Stati Uniti del Sud, Route 66. Qualche tempo dopo, girovagando per mercatini, mi imbattei in una vecchissima cartolina che ritraeva la villa e la comperai. L’architettura è particolare, modulare, fatta di mattoni rossi che le danno un aspetto imponente e granitico. – Prypyat fu fondata nel 1970 e completamente abbandonata nel 1986. 1) Non sei il primo a entrare lì dentro con una macchina fotografica Come mai? L’intera via, e la chiamano proprio così: via Černobyl’. I nostri discendenti valuteranno se varrà la pena ricostruire qualcosa proprio lì. Lo scalone di questa villa è qualcosa di incredibile. La Lombardia è la regione più produttiva d’Italia, con un Pil annuo da 337 miliardi di euro, è la seconda area più produttiva d’Europa. Italia, Paese di tradizioni e luoghi storici, ambienti che raccontano storie e richiamano l'attenzione dei turisti da tutto il Mondo. Verso le sei ho fatto un salto dal macellaio, qua sotto casa, ho preso quattro bistecche (è sabato o no?) In Texas c’è la pena di morte, nella Padania no, ma se uccidi un nero mentre sei nella Padania sarà stato sicuramente perché ti provocava – insomma, il cattivo era sicuramente lui. “Devono bere almeno tre litri al giorno”. Che tristezza. e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere. Forse un giorno la natura (quante volte abbiamo scritto questa frase?) Anche questa volta stavamo per andarcene, poi uno dei miei compagni di ventura, con lo sguardo di un novello Indiana Jones, mi guardò e mi disse: Si riporta di seguito un elenco di posizioni presenti nei Registri del Catasto Italiano che fanno riferimento a fabbricati e terreni intestati a persone nate tra fine '800 ed inizi '900. davvero notevole. – nel vano motore è cresciuta una pianta di dimensioni considerevoli. Per strada non si capisce più niente. Gli dico di star tranquilla, che siamo al primo piano e qua tanto non arriva, ma lei mi dice che è dal pomeriggio che sente dei tuoni, come di temporale, ma si capisce che sono qualcos’altro. Basta adottare alcuni accorgimenti: non toccare nulla, non portare via nulla, evitare di visitare certi luoghi. Ma la cosa funzionò. Chiudete gli occhi e provate ad immaginare. Sirma. Dicono che in tutto siamo sulla sessantina. Mi sembra di essermi svegliato in un altro posto. Questo sì che è un autobus di fantasmi. Ma ne hanno già parlato anche i giornali. La reliquia della famiglia. Dietro il mulino, una fabbrica che fuma. Fabbriche addio, in Lombardia 700 aree fantasma. Esplosione del Mille Bazar a Castellanza. Ad imperitura memoria rimangono solo queste architetture bizzare, cartapestose, decaduti monumenti al divertimento in una zona in cui c’è più poco da divertirsi. Chi, passando nelle stanze di quella villa, aveva mai potuto anche solo immaginare cosa potesse esserci nascosto sotto quel mare di foglie e rovi che vedeva dal balcone della facciata? Ciò che non è solito è il fatto che, ovunque, vi siano scatole di macchine da scrivere Olivetti. Sempre la solita villa, insomma. Questa pagina richiede Javascript. Contesse e braccianti. Certo è che per almeno due tipologie di persone – i writers e i morosi di Sandra e Jennifer – i bianchi, enormi, silenziosi muri delle fabbriche in disuso rappresentano un foglio gigante che non aspetta altro che essere scritto o colorato. Per istruzioni specifiche, consultare la documentazione del browser. Poi mi sposto, guardo dal fiume… ne manca metà. Qua dicono che arriva l’alluvione. Product/Service. L’architettura è decisamente particolare, va detto. Mah. Visualizza altre idee su luoghi abbandonati, luoghi, abbandonato. – Fino al 2000 alcuni reattori della centrale hanno continuato a lavorare: se li avessero spenti, metà Ucraina sarebbe rimasta a corto di energia. Ho vegliato tutta la notte mio padre disteso su quel catafalco… E la casa è rimasta aperta… Tutta la notte. luoghi abbandonati. È una macchina. NOTA: il post è un estratto di testi e fotografie provenienti della mostra Chernobyl – 30 anni dopo, che ha avuto luogo a Cossato (Biella) dal 7 al 14 ottobre 2016. Sono senza documenti. Mercoledì 2/11/2016 – ore 9.35 O Indiana Jones che prende in mano il sacro Graal. Tornando indietro verso le cucine, superando un portone, ci si ritrova in un meraviglioso corridoio pieno di bassorilievi e nicchie che un tempo dovevano ospitare le statue dei santi della zona. Poi siamo cresciuti, la passione è svanita, e tutti questi locali sembrano aver chiuso quando la nostra generazione ha smesso di andarci. Me li hanno sequestrati quelli della milizia… Mi hanno anche picchiato: “Perché fai il perditempo?”. Mi viene un attimo male: il rumore di prima è forte, ma forte davvero. ‘Nduma dinta a beivi che mi iù da turnè ca ciùc! ), informazioni specifiche relative allo stato e alle previsioni di riutilizzo futuro (eventuali piani di riqualificazione, anno di dismissione, corpi edilizi esistenti, stato di degrado, ecc. Testimonianze tratte da Preghiera per Černobyl’ di Svetlana Aleksievič (Premio Nobel 2015) O magari il capo famiglia era un rappresentante di macchine da scrivere? Create a free website or blog at WordPress.com. Faccio per accender la luce, ma la luce mica si accende. Orceana Park. Andrea Sereno non è stato il primo fotografo a chiedermi se volevo ospitare le sue foto di Chernobyl su vuotiaperdere . Tutto si annienta, tutto perisce, tutto passa. È tutto un fango, da un muro a un altro muro. Sembra che ormai tutti siano entrati dappertutto. Ho chiesto  a un vicino che aveva la macchina: “Dammi una mano!”. Siamo su in alto, ora torniamo giù, nel molto basso. Aveva 24 anni. La villa doveva essere di un giallo forte, rifinito dal rosso che circondava le finestre. Non qui, qua ormai abbiamo imparato, e poi in realtà non che ci sia più molto da costruire intorno ai fiumi, se tanto non c’è più lavoro. Per anni si pensò che fosse morto di fame (il suo cadavere pesava appena 30 kg), oggi invece alcuni studiosi ipotizzano che si sia trattato di avvelenamento, causato da una tossina presente in alcune bacche di cui si nutrì McCandless durante il periodo in Alaska. Ma nessuno urla più. Da qui si sbuca nella fabbrica vera e propria, qualcosa di molto, molto grande. VALLE OLONA – Fabbriche abbandonate, residui di amianto, polveri pericolose che si disperdono nel vento e olio lubrificante che penetra nel terreno. Inviolata, non deturpata, non derubata. Per promuovere il recupero delle aree urbane compromesse, Regione Lombardia le ha in primo luogo definite, includendo tra esse le aree degradate o dismesse, a rischio di degrado o dismissione, caratterizzate da effettive o potenziali dismissioni funzionali, compromissioni o degradi ambientali, criticità fisico-edilizie, stati di disagio sociale. Sono passati quindici giorni. A metà del corridoio, si entra in uno stanzone con un bellissimo soffitto in legno che poteva essere o il salotto o la sala da pranzo. Basta che la pianta di mangiare, perché la fabbrica dove lavoro è proprio costruita sullo Strona, e sai mai che si mangia anche il sotto e lunedì vado a lavorare e mi trovo coi piedi a bagno. Ljudmilla Ignatenko, Questo paese non è Vallemosso. – l’idea di costruire di nuovo dove è meglio di no. ), estensione dell''area (superficie fondiaria, coperta, lorda pavimentata), accessibilità all'area (distanza da aeroporti, ferrovie, autostrade, strade, idrovie, ecc. Non li aveva avvertiti nessuno, li avevano chiamati come per un incendio normale. Coi suoi colori sbiaditi, i suoi mattoni così nuovi eppure già così fuori moda, i suoi stanzoni simmetrici e il suo timone, questa fabbrica resta una delle più suggestive della zona. Queste informazioni hanno alimentato il Sistema Informativo Territoriale (SIT) regionale, dando origine ad un livello informativo confrontabile con tutti gli altri livelli informativi disponibili, in particolare con quelli relativi alla pianificazione comunale. Molto abbandono. Pese, macchinari, manometri, pulsanti, indicatori, un (scusate il piemontesismo) “gabiotto” in cui svetta quello che pare un timone. Alcuni hanno delle gravi malattie, l’invalidità, ma non abbandonano la centrale, addirittura tremano al solo pensiero che possano spegnere i reattori.  Chi può avere ormai bisogno di loro in un altro posto? E vivo ancora qui. Guardando una foto come questa non posso che esserne felice. Ma appena aprò gli occhi mi accorgo che qualcosa non va. Sento quel rumore di fiume che sento in fabbrica quando vado ai telai, che son proprio costruiti nella parte che da sull’acqua… Ma son mica in fabbrica penso. Stai a vedere che forse non è stata proprio così una noia questa villa. Il padrone ha messo un cartello. Ma continuavo a pensarci. Cambia soltanto il senso: la Padania non è uno stato perché, obbiettivamente NON è uno stato; è uno stato mentale perché, obbiettivamente, esiste SOLO nella mente di quelli che mettono l’acqua del Po nelle ampolle e vincono le elezioni sulla pelle (rigorosamente nera) degli altri. Un immeso patrimonio quello degli edifici abbandonati a Milano che, proprio grazie al censimento — il primo mai realizzato a Milano —, può anche in parte essere rimesso sul mercato. Qualche persona con gli stivali cominicia a girare per le strade, qualcuno piange. Forse oggi hanno già smesso di andare di moda, ma uno dei tratti caratteristici di ogni fabbrica abbandonata è la presenza di graffiti sui muri. Ecco dico, sta a vedere che è saltato tutto, per colpa di sto tempo… ‘Spetta un po’, fammi vedere se per strada è accesa la pubblica, così se manca dappertutto non scendo neanche fino al contatore. Questo è ciò che accade in linea generale, ma è ovvio che si contino anche parecchie eccezioni, come QUESTA. Qualunque sia stata la causa della sua morte prematura, la storia di Chris McCandless è una commovente storia di libertà. Dove? Probabilmente grazie alla riservatezza degli abitanti del posto, che sanno dov’è, ma mica lo dicono a tutti. Cerco di guardare meglio. Domenica 3/11/1968 – ore 02.44 […] Come Padania per Salvini, Texas per Trump. Copyright Vuoti a perdere 2016 e Just Photo 2016]. Ma dove diavolo era oggi, e soprattutto, perchè io non lo avevo visto? Per lo scopo furono impiegate – si dice – 240.000 persone soltanto nel biennio 1986/1988. Le dico che giù dal macellaio ho trovato il Peru Murél, che abbiam parlato proprio di quello, e che lui, che arriva da Ponzone, ha visto che i tuoni sono le frane che continuano a venir giù sulle strade di Trivero e di Mosso. Eccolo qua, uno dei luoghi simbolo della nostra pianura padana. Telegram. Non so in base a quale usanza, e se sia diffusa e dove, ma da noi, mi ha detto mia madre, si usava mettere il defunto sulla porta di casa. Entrando ci si ritrova davanti al solito scalone di marmo di Carrara, di quelli che si vedono nei castelli dei re delle fiabe, con la corda come corrimano, che porta alle solite stanze affrescate in maniera impeccabile. Per darvi un’idea, è più grande di questo vuoto a perdere QUI, che è una chiesa a tutti gli effetti. Infine, anche il Piano Territoriale Regionale (PTR), partendo dai principi dello sviluppo sostenibile e della sostenibilità ambientale dell’abitare, ha assunto come riferimenti essenziali la minimizzazione dell’uso di nuovo territorio, attraverso un migliore utilizzo delle aree già urbanizzate e dei volumi edilizi esistenti ed il recupero delle aree dismesse, degradate o abbandonate, con priorità su ogni altra forma di edificazione. Eh già, perché questa villa aveva pure l’ascensore. Le idee che le rovine destano in me sono grandi. Un panorama generale di tutte le industrie e fabbriche abbandonate. Sullo stesso culo, magari sorseggiando lo stesso vino. […] Martedì 5/11/1968 – ore 10.00 La grande cantina, ancora piena di lavatoi e accessori un po’ più moderni, ospita cosine deliziose come una vecchia stufa e – udite udite – il motore dell’ascensore. Sotto una veranda [foto precedenti] si possono ammirare i giganteschi ingranaggi dei torchi ormai semidistrutti e la ruota che azionava la pompa del pozzo. Costruita da due fratelli nel 1794, questa villa – ma forse sarebbe più corretto definirla azienda vinicola – è stata per due secoli protagonista della viticoltura del piccolo paese di L. Nonostante una dimensione tutto sommato ristretta, la produzione dell’azienda era ragguardevole: basti pensare che la vendemmia del 1900 fruttò ben 560 quintali. SCOPERTA 1 Non si lavora. Salendo le scale si approda alla sala mensa, piena di tavoli a cui sembra mancare solamente la tovaglia. Hanno chiuso tutti più o meno negli stessi anni, come potete vedere QUI. Subito dopo un altro capolavoro, uno spazio affrescato (e che affreschi!)

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